I dubbi del Pd: «Il Veneto ha fatto il possibile per aiutare la Lombardia?»

«Vogliamo numeri terapie intensive disponibili e malati di altre regioni accolti». La replica dell’assessore Bottacin: «La gestione dei pazienti è della CROSS che dipende dalla protezione civile nazionale. Prima de parlare tasi»

«Il Veneto ha fatto il possibile per aiutare le Regioni in maggiore difficoltà, in particolare la Lombardia, mettendo a disposizione posti letto nelle terapie intensive per fronteggiare l’emergenza Covid-19? E quanti ne ha messi a disposizione? Decine di pazienti lombardi sono stati ricoverati in Toscana, Puglia, Sicilia e perfino in Germania: il governatore Luca Zaia ci dica cosa e quanto è stato fatto in Veneto». Queste le domande contenute nell’interrogazione che il Partito Democratico ha presentato in consiglio regionale.

Il primo firmatario, il consigliere Graziano Azzalin spiega: «Non vogliamo grandi discorsi, ma numeri: i dati, giorno per giorno, sull’occupazione dei posti letto di terapia intensiva dal 21 febbraio 2020 ad oggi, e su quanti sono stati messi a disposizione di pazienti di altre regioni, assieme al motivo di eventuali rifiuti. Sono domande a cui è doveroso dare risposte. Lo stesso sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, si è domandato come mai quasi nessun lombardo è stato accolto in Veneto, nonostante l’appello dei primari di Terapia intensiva della Lombardia a superare i confini fra regioni considerando prioritari i criteri di vicinanza geografica e l’ordinanza del 4 marzo della Protezione civile che prevedeva la messa a disposizione obbligatoria di risorse umane, strumentali e tecnologiche rispondenti alle urgenze. Tra gli esistenti e quelli attivati durante l’emergenza, i posti in terapia intensiva in Veneto hanno raggiunto quota 825: fortunatamente il tasso di saturazione è sempre stato lontano. Citando i dati della piattaforma Prosafe a metà marzo, su 1.708 contagiati Covid ammessi in 92 reparti di Terapia Intensiva, ben il 38,4% si trovava in Lombardia contro il 3,5 del Veneto. Eppure dal 24 marzo al 3 aprile non risulta che la centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario Cross abbia smistato in Veneto una parte dei 116 pazienti Covid lombardi, trasferiti invece altrove. Le eccezioni sono poche, come Peschiera che al 28 marzo ospitava 16 persone provenienti dalle province di Brescia e Mantova, diventate 10 il 9 aprile. Sono numeri bassi, su cui è necessario fare assoluta chiarezza».

A stretto giro arriva la risposta dell’assessore veneto alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin: «Il Pd attacca la Regione del Veneto sostenendo che non avrebbe accolto pazienti dalla Lombardia. Premesso che ciò è falso, il Pd dovrebbe sapere che in caso di emergenza sanitaria nazionale, la gestione dei pazienti tra una regione e l’altra è in capo alla Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS). La CROSS, per chi come il PD lo ignora, dipende dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, il cui capo è nominato su incarico fiduciario dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Quindi il PD attacca la Regione su una cosa gestita dal governo di cui fa parte…no comment.
Capisco che la Protezione Civile sia una macchina particolarmente complessa, ma se non si sa, si fa più bella figura stando zitti».

(ph: imagoeconomica)