La Nasa in aiuto dei medici di famiglia veneti

La sperimentazione della telemedicina 2.0 coinvolgerà 30mila pazienti cronici della nostra regione

La tecnologia usata nello spazio aiuterà i medici di famiglia del Veneto nella fase 2 dell’emergenza. E’ la telemedicina 2.0, derivata dai sistemi già sviluppati dalla NASA, che si avvale di una piattaforma informatica creata dalla Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale. Un software che non solo permette il consulto online ma anche il monitoraggio del quadro clinico attraverso dispositivi innovativi.

Il progetto partirà in Veneto e vedrà coinvolti 30mila pazienti cronici. Il medico porterà dispositivi come holter, pressometri o retinoscopi a domicilio per farli usare in completa autonomia dall’assistito coordinato dal camice bianco collegato online. «Questi nuovi dispositivi e la piattaforma che li supporta sono di uso davvero banale – spiega all’Adnkronos Salute Domenico Crisarà, vice segretario nazionale e responsabile Venero della Fimmg – Questo nostro progetto nasce per arrivare nelle aree più difficili da raggiungere e per avvicinare il medico il più possibile al paziente anche attraverso una tecnologia che oggi ha fatto passi da gigante. Abbiamo una piattaforma per la videovisita, derivata dalla tecnologia usata dalla NASA, che ci permette l’aggiornamento della scheda del paziente attraverso questi dispositivi che il medico può lasciare all’assistito in modo da poter fare la visita sia in ambulatorio che virtualmente. Partiremo con Padova, poi Verona e Rovigo».

«L’emerenza Covid ha accelerato l’evoluzione tecnologica – osserva Crisarà – oggi la nostra necessità è di ripristinare il rapporto con i pazienti assistiti a casa e che abbiamo la necessità di raggiungere fisicamente ma oggi possiamo anche dargli un supporto ‘live’ con questa tecnologia. Parliamo di pazienti con Alzheimer, demenze, malattie degenerative, malati terminali neoplastiche, persone che hanno difficoltà a spostarsi e vanno raggiunti in qualche modo». C’è la possibilità che questo progetto venga replicato in altre Regioni? «Il ministro ha puntano sulla piattaforma investendo sulle disponibilità diagnostiche dei medici di famiglia – conclude il vice segretario della Fimmg – ora c’è da capire la volontà delle Regioni e della politica regionale. Il Veneto non è il paese dei miracoli, se c’è la volontà l’innovazione si può portare ovunque. Il medico condotto non è più quello del calesse, ed è ora che qualcuno lo capisca!»

(Ph Shutterstock)

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