Violenze su operatori sanitari: triste primato per Lombardia e Veneto

E’ quanto emerge da una ricerca di Anaao Assomed. Oltre il 55% degli intervistati ha risposto di essere stato vittima di violenza

È in discussione alla Camera dei deputati il Ddl, gia’ approvato dal Senato, che intende arginare la preoccupante escalation di violenza ai danni di operatori sanitari manifestatasi negli ultimi anni. La discussione politica avviata rispetto a possibili misure deterrenti e soluzioni da attuare, ha indotto Anaao Assomed a riproporre, a distanza di due anni, una nuova survey destinata al personale medico, con lo scopo di continuare a dar voce sul tema agli addetti ai lavori. Loriferisce l’Anaao Assomed in una nota.

L’analisi, condotta da gennaio a febbraio 2020, ha interessato 2059 soggetti, con una responsivitaà crescente con il progredire dell’età. Il 40.8% di età compresa tra 55 e 65 anni, il 25.45% tra i 35 ed i 45, il 25.21% in età tra i 45 ed i 55 anni ed infine 8.55% tra i 25 ed i 35 anni. Il 56,10% dei responders è di sesso femminile, a dimostrazione di come il problema aggressioni sia più sentito tra i medici donna (nel 2018 era il 53%).

L’indagine ha visto la partecipazione di 19 regioni con percentuali di risposte variabili e picchi in Lombardia, Campania, Veneto, evidenziando un chiaro mutamento rispetto all’ultimo sondaggio del 2018. Solo il 21% delle risposte di oggi proviene dalle regioni del sud e delle isole, rispetto al 70% del 2018, mentre il 57% arriva dalle regioni del nord ed il 22% da quelle del centro. Questo dimostra che la violenza sugli operatori sanitari, per lungo tempo attribuita prevalentemente a regioni del sud Italia ed alle isole dove le situazioni socio-economiche e sanitarie sono piu’ complesse, è ormai diventato fenomeno largamente diffuso su scala nazionale.

Il 55,44% dei responders ha affermato di essere stato personalmente vittima di violenza, in valore assoluto 1137 medici rispetto agli 832 del 2018, nel 76,52% dei casi di carattere solamente verbale. Per quanto riguarda le discipline interessate dal fenomeno, l’86% degli psichiatri dichiara di aver subito aggressioni, il 77% dei medici di medicina d’urgenza, un trend decisamente in crescita in tali servizi, il 60% dei chirurghi, il 54% dei medici del territorio, il 40% degli anestesisti.

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