«Agsm con Aim e A2A, progetto folle»: gli ex presidenti diffidano Sboarina

Croce e Albertini procedono legalmente per ottenere lo stop all’operazione. La replica della multiutility veronese: «Ancora nessun accordo vincolante»

Gli ex presidenti di Agsm Michele Croce (dal 2017 al 2019) e Gian Paolo Sardos Albertini (dal 2007 al 2010) hanno diffidato cda e consiglieri comunali dal procedere con il progetto MuVen, la maxi alleanza tra Aim, Agsm e A2a. «E’ un’operazione folle – spiegano i due avvocati -. Per oltre un anno abbiamo invitato il presidente della multiutility veronese e il sindaco Federico Sboarina  a non procedere con la svendita a A2A Milano, in violazione di norme e col pericolo di distruggere patrimonio dei veronesi. Purtroppo non ci hanno voluto ascoltare. Questa iniziativa giudiziaria è stata fatta per dovere civico, per il bene di Verona e dei veronesi».

La diffida

«Nella scelta di un partner industriale l’unico modo ammesso dalla legge per società come Agsm e Aim è una procedura ad evidenza pubblica. Ogni altro strumento ha palesi profili di illegittimità, ed è esattamente ciò che si è verificato con la “procedura in esclusiva” portata avanti con A2a. Ne consegue che c’è solo un’unica cosa da fare: fermare la procedura già in essere ed aprire una nuova procedura ad evidenza pubblica, al fine di perseguire la trasparenza nelle modalità e la consapevolezza di scegliere il miglior partner industriale».

La risposta di Agsm

«Non è stato sottoscritto alcun accordo di natura vincolante, fin dal principio il percorso avviato da Agsm e Aim con A2a prevede espressamente che l’effettiva realizzazione dell’operazione sia comunque condizionata all’esito positivo delle analisi e verifiche circa l’unicità del contributo industriale di A2a, e della conseguente possibilità di qualificare infungibile l’ipotizzato contributo della medesima A2a ai fini dell’operazione».