«Linee guida Inail inapplicabili»: Zaia si scrive le sue

Levata di scudi da parte dell’intera giunta: «Allo studio linee regionali di indirizzo condivise con gli operatori»

Levata di scudi della giunta veneta sulle linee guida Inail-Iss sulla riapertura delle attività produttive. Dopo le dichiarazioni stigmatizzanti di Luca Zaia in diversi punti stampa e in trasmissioni televisive, è seguita la bocciatura generale da parte degli assessori, con tanto di proposte alternative.

«Tra le nostre proposte c’è quella di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha esemplificato l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin– sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili le riaperture».

«E’ evidente che il rispetto delle distanze lineari indicate da Inail risulta insostenibile per la maggior parte di bar, alberghi e ristoranti – ha sottolineato l’assessore alle attività produttive Roberto Marcato – Se diventeranno norma cogente, per la maggior parte delle attività turistiche e dei pubblici esercizi sarà impossibile riaprire». Marcato ha lanciato anche un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: «Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato – dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità».

Anche l’assessore al Turismo Federico Caner ha evidenziato l’inapplicabilità dei criteri previsti dalla scheda Inail per spiagge e balneazione. «In Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo (spiaggia, montagna, terme, città turistiche, impianti a fune …) per garantire la riapertura delle imprese e dei servizi. Le linee guida nazionali dovrebbero rimanere documenti di indirizzo e non prescrizioni normative, in modo da lasciare alle singole Regioni la possibilità di adeguarne contenuto e indicazioni ai diversi territori e alle specifiche attività».

«Se le linee guida Inail dovessero diventare prescrittive, sarebbe una catastrofe per i 1500 agriturismi in Veneto, nonché per le attività di pescaturismo e ittiturismo», ha confermato l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan.

Infine, l’assessore al lavoro Elena Donazzan ha sollevato il problema della malattia da Covid, attualmente considerato ‘infortunio sul lavoro’. «Se resta questa norma, la ripresa delle attività sarà insostenibile. Faccio un appello alle parti sociali, perchè su questo punto il Veneto sia unito e difenda con una sola voce la volontà dei veneti di vivere di lavoro e non di assistenza».

Le schede Inail per la sicurezza anti-Covid 19 (in corso di validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e di pubblicazione nel sito web di Inail) riguardano i seguenti settori:

Agricoltura
Agriturismo
Alberghiero
B&B e residence
Balneazione
Commercio al dettaglio
Commercio all’ingrosso
Edilizia
Manifatturiero
Manutenzione del verde
Ristorazione
Servizi alla persona/Parrucchieri ed Estetiste
Uffici
Servizi alla Persona /Spa/Piscine termali

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