Riaperture, attesa per le linee guida. I consigli di Zaia

Il presidente del Veneto nel punto stampa: «Superata la prova dei 10 giorni, nessun nuovo focolaio». Sui migranti: «Io non avrei mai fatto sanatoria, chiediamo prima ai veneti e agli italiani»

Il presidente del Veneto Luca Zaia nella conferenza stampa di oggi, 14 maggio, ha illustrato il bollettino. «Calo drastico delle terapie intensive. A breve vedremo i dati di queste prime settimane di apertura. Il trend si conferma in calo, siamo a 10 giorni dalle aperture e il range che ci eravamo dati erano 8-10 giorni. Sottolineiamo anche le negativizzazioni in ospedale. Preoccupati per il 4 maggio ma ad oggi non abbiamo assolutamente nessun segnale di casi di focolai. Rientra tutto nell’ordinarietà. Resta il fatto che il virus rimane presente in Veneto. Fondamentale continuare ad utilizzare i dispositivi di sicurezza».

Mostra dei disegni

«Il sindaco di Vò, Giuliano Martini, si è candidato per ospitare la mostra dei disegni dei bambini. Mi sembra giusto che sia fatta lì. Verrà fuori una bella mostra, abbiamo bimbi molto creativi».

CanevaWorld

«CanevaWorld dona 1000 biglietti di ingresso quando riaprirà».

Case di riposo

«Noi abbiamo due problemi sulle case di riposo: le visite e le nuove prese in carico. Dobbiamo riaprire e da febbraio le case di riposo non hanno più preso in carico nuovi ospiti. E’ stato deciso per tutelare tutti. Io spero di riuscirci a breve. Il 75% delle case di riposo in Veneto è a contagi zero. Noi possiamo dare delle linee guida ma sono le case di riposo che decidono autonomamente se riaprire».

Linee guida Inail

«Sulle linee guida dell’Inail abbiamo il massimo rispetto ma in alcuni contesti sono inapplicabili. O meglio si applicano ma non si apre. Sono molto prudenziali, corrette per alcuni contesti ma non per noi. Per noi non è un gioco a premi. Abbiamo già le nostre linee guida a 360 gradi. Da un lato chiediamo apertura massima, dall’altro chiediamo che nel DPCM ci sia la previsione di permettere alla regione di applicare altre linee guida. Quelle dell’Inail sono comunque discrezionali e i nostri tecnici dicono altre misure. Quindi non è così automatico. Faccio l’esempio di Cipriani: se applichiamo le linee guida dell’Inail l’Harry’s Bar avrà un tavolo al piano terra e uno al piano superiore. Gli altri Paesi europei non si sono messi a fare le linee guida dell’Inail. Sarà un periodo di convivenza con il virus che non sarà facile ma non possiamo renderlo impossibile. L’accordo con il governo è in lavorazione. La sanità è competenza nostra e ce la siamo sempre gestita. Io consiglio al ristoratore di avere un po’ di pazienza, spero che tutto si risolva domani, massimo sabato. Dopo si parte. Avere a disposizione gel igienizzanti per ogni tavolo, misuratore di temperatura. Distanziamento tavoli spero nei due metri, anche sotto».

Migranti e regolarizzazione

«C’è bisogno di manodopera e dovremmo chiederlo prima ai nostri cittadini. Io trovo un sacco di ragazzi che vogliono andare a lavorare. L’inquadramento? Da qui a pensare ad una sanatoria no. Se fossi stato ministro dell’Agricoltura non l’avrei mai fatto. E’ inutili che continuate a farci vedere campi pieni di migranti che lavorano, io conosco tanti cittadini veneti e italiani che lo fanno o sono disponibili a farlo».