Scomparsa Bosso, direttore artistico Arena Verona: «Oceano di dolore»

«”Sarò sempre al tuo fianco”. Con queste parole piene di forza e di amicizia mi ha salutato Ezio nell’ultima videochiamata di due giorni fa. Lo so Ezio, me lo ripetevi continuamente… come mi dicevi sempre che avresti voluto trasferirti a Verona, città che amavi e dove in tantissimi ti vogliamo bene. A te, anima bella, che ci hai rapito con la tua intelligenza, la tua dolcezza, la tua lucidità, il tuo candore, il tuo coraggio…infinito. Amico mio, mi lasci in un oceano di dolore ma sei qui con me…al mio fianco’». Così il sovrintendente e direttore artistico dell’Arena di Verona, Cecilia Gasdia, grande amica di Ezio Bosso, ricorda il musicista scomparso ieri a Bologna all’età di 48 anni. Una scomparsa
“tragica e prematura”, scrive la fondazione lirica scaligera in una nota, che «ha sconvolto il mondo e tutta la Fondazione Arena ha appreso la notizia con sgomento e immenso dolore».

«E l’intera città piange la scomparsa del Maestro; Verona infatti lo amava molto e lo scorso 11 agosto aveva celebrato il suo esordio in Arena con una memorabile serata dedicata ai Carmina Burana“, si legge nella nota della Fondazione che ricorda come Bosso, in occasione del suo debutto in Arena, aveva raccontato: «È il palcoscenico dei sogni
di amanti della musica e degli innamorati. Andare all’Arena è un gesto ricco di commozione, che fa la storia di chi c’è potuto essere e non è solo andare a un concerto, se ci pensate. Una responsabilità ancora più evidente per me, anche se la metto sempre in ogni cosa che faccio. E tanti veronesi lo sanno perché lo dissi senza remore nei miei
concerti passati, è il sogno della mia mamma (e anche del mio papà)».

«Perché Verona l’ha protetta negli anni della guerra. Quello che dissi fu: ‘se non ci fosse Verona, non sarei nato’. E l’Arena fu il primo regalo che potei fare insieme a mia sorella ai nostri genitori: farla tornare ad andare all’Arena dove non era potuta andare in quegli anni. E questo credo dica tutto, soprattutto la gratitudine che ci sarà in
ogni gesto da direttore – e non solo – che vedrete in quei giorni. Quindi grazie ancora Verona e grazie signora Gasdia e grazie Arena. Perché Verona è l’Arena e l’Arena è Verona. È proprio vero, i musicisti quando fanno tra di loro, esaudiscono desideri senza tempo».

E poco prima di salutare la folla in visibilio in un’Arena gremita, era stato lo stesso Bosso ad annunciare il suo ritorno sul palcoscenico areniano alla guida della IX Sinfonia di Beethoven, e l’evento era certamente uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico. «Resterà il ricordo indelebile, in tutti coloro che l’hanno conosciuto, di un Artista di straordinaria intelligenza e raffinatezza e di un uomo dalla profonda umanità» conclude la nota della Fondazione.

Ph. Fondazione Arena

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