Mira (Ve), va a correre dopo la quarantena e cade in una buca sul marciapiede

Il 3 maggio una 54enne di Mira è sprofondata nel cratere apertosi per il cedimento di una lastra della pavimentazione. L’ordinanza del 3 maggio 2020 del Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha allentato “le maglie” della quarantena da coronavirus. La brutta avventura è capitata a una cinquantaquattrenne di Mira, che sta cercando anche i testimoni dell’incidente capitatole, nel suo stesso comune, e che, per essere risarcita, attraverso l’Area Manager e responsabile della sede di Dolo, Riccardo Vizzi, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

La donna, alle 9 del mattino, stava correndo in via Forte Poerio e, più precisamente, si trovava lungo il percorso pedonale che costeggia la rampa del sottopasso, quando all’improvviso non ha più sentito il marciapiede sotto i suoi piedi, ed è stata letteralmente inghiottita dal cratere apertosi dopo che un blocco della pavimentazione è franato al suo passaggio. La signora ha stretto i denti, si è rialzata tutta ammaccata, ma per fortuna intera, ed è tornata a casa. I dolori però erano troppo forti e alla fine ha dovuto ricorrere alle cure mediche del Pronto Soccorso di Mirano dove le hanno riscontrato escoriazioni varie, soprattutto all’avambraccio e al ginocchio, e le hanno applicato un collare per la dolorosa cervicalgia che lamentava, per una prognosi inizialmente di dieci giorni. Che però sono saliti a trenta perché alla visita di controllo a cui la paziente si è sottoposta il 13 maggio il medico gliene ha dati ulteriori venti in ragione alle persistenti difficoltà e algie nei movimenti e nella flessione del ginocchio, così come del collo. Insomma, una bella “botta”.

La malcapitata ora, attraverso Studio3A, chiederà i danni al Comune di Mira, non fosse altro che per la gravità del fatto successo, che avrebbe potuto causare conseguenze ben più gravi: nel punto della caduta e del crollo della lastra è stato nel frattempo posizionato un cartello di “lavori in corso” con del nastro attorno per evitare che altri ci finiscano dentro. E per questo la cinquantaquattrenne lancia anche un appello ad alcune persone che hanno visto il fatto e l’hanno anche soccorsa, ma a cui nello shock del momento non ha chiesto i riferimenti: in particolare, una coppia che correva e un signore che portava a passeggio il cane. La loro testimonianza sarebbe preziosa. Si può contattare Studio3A al numero verde 800090210.

 

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