Variati: «Accordo governo e Regioni dimostrazione di responsabilità»

Il sottosegretario agli Interni: «Le Regioni recepiscono i protocolli Inail ma possono adattarli. Ora una fase nuova: convivere con il virus»

«L’accordo tra Governo e Regioni raggiunto stanotte è di straordinaria importanza. Grazie alle misure adottate nei mesi scorsi, stiamo finalmente uscendo dalla fase più critica dell’emergenza, quella che doveva essere gestita in modo unitario, nazionalmente. E possiamo ora dar vita a una differenziazione territoriale basata sulle situazioni sul campo: in cui ci sarà un set di regole che valgono per tutti, ma poi ogni Regione sarà libera, nel rispetto delle linee guida decise assieme, di adattarle». Così il sottosegretario di Stato all’Interno, Achille Variati.

«Una logica di responsabilità istituzionale condivisa che ha ben pochi precedenti, in cui Stato e Regioni collaborano per riuscire ad attuare l’obiettivo comune: assicurare il massimo della sicurezza possibile consentendo al contempo la riapertura di pressoché tutte le attività, con regole praticabili. E va dato atto a tutti gli attori in campo – sottolinea Variati, – di aver mostrato maturità e volontà di servire al meglio il bene comune: il Governo, ovviamente, ma anche la Conferenza delle Regioni con il suo coordinatore e Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Grazie ai buoni risultati nel contenimento del contagio, e a questo dialogo costruttivo, riusciamo ad anticipare di due settimane la riapertura di molte attività, che le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico avevano inizialmente fissato al 1 giugno».

«Le nuove regole, decise con le Regioni, recepiscono i protocolli elaborati da INAIL, ma li alleggeriscono e ne consentono una più facile applicazione, specie nel definire le distanze di sicurezza all’interno degli esercizi o in luoghi pubblici. Al contempo, come avevo già auspicato, è molto importante la precisazione diffusa ieri: nel caso un lavoratore si ammali, l’impresa può essere considerata responsabile solo per dolo o colpa grave nel non aver applicato le misure di sicurezza previste. Siamo quindi di fronte a una fase nuova: quella in cui dovremo mostrare di saper convivere con un virus che in Italia sta arretrando ma che non è sparito, conciliando le necessarie attenzioni di sicurezza al progressivo ritorno pieno alle attività anche sociali che in questi mesi abbiamo dovuto sacrificare», conclude il sottosegretario.