Zaia: «Per risolvere crisi turistica comunicare eccellenza sanitaria veneta »

Pronta l’ordinanza del Veneto sulle riaperture, «manca solo il Dpcm». Previste multe dai 400 ai 3mila euro per chi non mette la mascherina

Una guerra. Così il presidente Zaia commentando la riunione di questa notte, all’inizio il punto stampa. Il governatore ha poi esposto i numeri, con solo 13 positi su 10mila tamponi, e dimezzate le terapie intensive e i ricoverati in due settimane. “Il modello aveva ragione” chiosa Zaia.

«In riunione c’è stato uno scontro sulle responsabilità (delle Regioni e del governo) e si è chiuso con un lodo: le linee guida verranno recepite dal dpcm e allegate. Questo a tutela di chi deve metterle in partica. Le Regioni si assumono le loro responsabnilità; io ci metto la firma perchè sono convinto che i veneti meritino fiducia – racconta – Adesso il percorso diventa più complicato: è bene ricordarlo. La responsabilità passa dal centro di cura al singolo».

«Per onestà vi devo dire che l’ordinanza è qui (e la mostra) e aspettiamo il Dpcm. Il primo punto è sulle protezioni individuali con multe da 400 a 3mila euro che finiranno sul conto “coronavirus”. Se le mascherine non vengono messe come si deve qui si richiude tutto. Sia chiaro. La reponsabilità è mia. Quindi obbligo fuori dall’abitazione, tranne per chi fa attività fisica intensa. Il limite degli spostamenti tra Regioni e decadrà alla mezzanotte del 2 giugno, tranne gli accordi stipulati per ricongiungimenti lungo i confini.

Cosa apriamo da lundì: ci saranno due allegati, con due tipi di linee guida. Ristorazione e bar, stabilimenti balneari, strutture ricettive, rifugi alpini, campeggi e tutte le strutture open air, servizi alla persona (tranne tatuatori, bagni turchi, saune e attività termali), commercio al dettaglio tutto, mercati e mercatini, ambulanti. Tutti gli uffici, le autoscuole,attività produzione teatrale, le piscine, palestre, tutte le avvità che non prevedono contatto fisico, impianti sportivi. Manutenzione del verde, musei, archivi e biblioteche, parchi zeologici e riserve naturali, traporti pubblici e impianti a fune. Sospese le attività dei centri termali, tranne che per la cura sanitaria, centri sociali e culturali, sale gioco, sale bingo, discoteche e similari. Sarà necessario che i Comuni deroghino gli orari di apertura. Abbiamo inserito i tirocinii professionali, e si torna a fare formazione. Ci sono le disposizioni per i culti religiosi. Infine, è specificato che le multe finiranno nel conto di aiuti coronavirus».

Poi, rispondendo alle domande della stampa: «Non dipende da noi se siamo arrivati all’ultimo momento con l’accordo governo-Regioni. Io penso che i problemi siano nati dal fatto che l’autonomia regionale a Roma non è di casa. Non sono abituati a pensare nell’ottica della responsabilità regionale, c’è sempre il retro pensero che l’autonomia tolga potere al centro, alla burocrazia. C’erano anche delle resistenze scientifiche alle riaperture, ma gli studiosi sono dei puristi: non può passare l’idea che chi vuole riaprire è un irresponsabile. Noi li leggiamo i dati settimanali dell’Iss. La vicenda sanitaria ha dimostrato che sull’autonomia abbiamo ragione noi: vediamo cosa farà Conte al di là delle parole di apprezzamento». Sul tema turismo Zaia propone di «promuovere la nostra eccellenzia sanitaria. L’esempio di Vò deve fare il giro del mondo. Chi viene in Veneto è sicuro». Infine resta l’incognita sui centri estivi.