«Decreto Rilancio rischia la strada del parassitismo di massa»

Pubblichiamo l’intervento di “Nuova Costituente”, movimento culturale federalista che annova fra i firmatari del suo manifesto Alberoni, Brazzale, Zecchi, Sforza Fogliani, Pagliarini

«Le centinaia di pagine del decreto dedicato al “rilancio” dell’economia italiana trasmettono una visione del mondo che devono suscitare apprensione. In definitiva, il testo del governo presenta una lunghissima lista di micro-misure a favore di questo e di quello gruppo sociale: abbiamo bonus per il baby-sitting e per i centri estivi, e poi i fondi per la motorizzazione civile, per i mezzi pubblici di Taranto, per il personale infermieristico, per il rilancio dell’ICE, e mille altre cose. Nell’insieme di tratta di una miriade di interventi disparati, che generano una selva di regole e una montagna di burocrazia.

Secondo Nuova Costituente, c’è allora una logica tra il comportamento da accattoni tenuto dai governanti italiani all’interno del contesto europeo e l’ispirazione che tiene assieme questi provvedimenti tanto diversi.

In effetti, il governo si è distinto in Europa per aver mostrato la protervia dei mendicanti aggressivi. Ha preteso – e senza condizioni! – i soldi dei tedeschi, degli olandesi e degli altri partner comunitari come se questo fosse un suo diritto. La logica che ispira l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte è che si possa vivere senza produrre, poiché c’è sempre qualcun altro che avrebbe il dovere di assisterti.

In questo senso, è significativo che il decreto sul rilancio non dedichi vero spazio alla liberazione dell’economia italiana dagli ostacoli che oggi ne impediscono la ripartenza. Al contrario, in queste settimane l’esecutivo ha ostacolato i tutti i modi il ritorno alla vita produttiva, anche contro le iniziative dei presidenti di regione più responsabili.

L’esecutivo avrebbe dovuto cancellare le imposte dirette del 2020. Questo avrebbe lasciato i soldi dove sono, invece che continuare a tartassarci per poi obbligarci a entrare in orribili labirinti al termine dei quali c’è solo un’elemosina decisa secondo logiche arbitrarie. Ma un taglio radicale del prelievo fiscale avrebbe comportato una riduzione del potere dei politici su di noi ed è proprio questo che i governanti non vogliono.

La sensazione, secondo Nuova Costituente, è che l’esecutivo voglia gli italiani a sua immagine e somiglianza: accattoni che tendono la mano e pretendono i soldi altrui, a condizione però che siano riconoscenti – anche elettoralmente – nei riguardi di chi tiene in mano il mestolo».

(Ph Francesco Alberoni – Imagoeconomica)

 

 

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