“I have a dream”: imprenditori in campo per il Teatro Olimpico

I lavori di manutenzione sarebbero tanti e il Comune è in ristrettezze. Chi può, oltre che riempirsi la bocca di belle parole, dovrebbe intraprendere azioni concrete

Voglio parlarvi del Teatro Olimpico di Vicenza, oggi. Ho avuto modo di farmi un giro lungo le mura che portano all’ingresso spettacoli e all’interno del giardino. Sono rimasto spiacevolmente stupito di quello che ho visto e non è stata sufficiente la constatazione del bel restauro, sponsorizzato dall’Associazione “Amici dei monumenti” sul portale d’entrata, a migliorare la mia impressione.

Accanto al portale di cui sopra c’è un portone in legno che avrebbe bisogno urgente di manutenzione e di un trattamento conservativo senza il quale, tra non molto, sarà del tutto ammalorato. Il giardino è in stato di abbandono: ghiaia mancante in vari punti, isole di terra fangosa, muschio sopra vari reperti antichi, aiuola con erba asfittica e buchi dove una volta c’erano rosai. Anche alcune statue, le colonne della loggia e i muri retrostanti avrebbero bisogno di cure.

Percorrendo, poi, le mura medievali, le pareti sono scrostate in vari punti, i portoncini bisognosi di manutenzione e le cornici degli stessi in parte sbocconcellati. Anche le bacheche per i manifesti sono di grande modestia (eufemismo) e le targhe indicative non armoniche al contesto. Mi pare anche che l’illuminazione esterna, in occasione degli spettacoli, sia molto carente.

Un attacco, il mio, all’amministrazione di centrodestra in carica? Per carità. Sotto altri sindaci la situazione non era affatto dissimile. Conosco le ristrettezze di bilancio del Comune guidato oggi da Francesco Rucco e quindi l’eventuale colpa va condivisa fra molti, tra cui noi cittadini che ci riempiamo sempre la bocca con la straordinarietà dell’Olimpico, ma poi nulla abbiamo da ridire se le sue pertinenze sono trascurate e comunque un pugno nell’occhio per i molti visitatori del monumento.

In città ci sono tante ditte e persone facoltose e sarebbe bello se ognuno, da solo o in cordata, si facesse carico di questi interventi di cui ho cennato. Se ci sono, ed io non ne dubito, si facciano avanti e dopo aver sentito le disposizioni della Sovrintendenza, mi offro volontario a coordinare il tutto, ovviamente senza remunerazione. Diamo al nostro teatro un dehors che, pur non potendo mai essere all’altezza di quello che c’è all’interno, possa almeno essere gradevole e dignitoso.

(ph: https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Twice25)