Verona, Croce e Albertini: «Agsm ora tratta con tutti tranne che AscoPiave»

La multiutility veronese, in una nota congiunta con Aim, annuncia che «l’indagine di mercato è entrata nel vivo»: coinvolte Hera, Iren, Dolomiti Energia e Alperia

«Entra nel vivo l’indagine di mercato competitiva finalizzata a delineare il profilo che assumerà il percorso di rafforzamento industriale di Agsm e Aim». Inizia così la nota congiunta delle multiutility di Verona e Vicenza dove informano che, in seguito alla sottoscrizione dei rispettivi accordi di riservatezza, Hera, Iren, Dolomiti Energia e Alperia hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie a formulare una eventuale manifestazione d’interesse entro la metà di giugno per proporsi come candidati al ruolo di partner industriale della nascente Multiutility del Veneto.

Gli ex presidenti di Agsm Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini, che qualche giorno fa avevano proceduto con una diffida al cda e ai consiglieri comunali dal procedere con il progetto MuVen, la maxi alleanza tra Aim, Agsm e A2a, commentano: «Nella nota diffusa oggi da AGSM viene messo per iscritto che “entra nel vivo l’indagine di mercato competitiva con Hera, Iren, Dolomiti Energia e Alperia”. Inspiegabilmente l’indagine non riguarda l’unica multiutility già presente e radicata nel Triveneto di dimensione paragonabile a quella di Agsm-Aim: AscoPiave. In ogni caso, per effettuare una frenata così evidente rispetto al percorso in esclusiva effettuato fino ad oggi con A2A, anche i vertici della società devono essersi finalmente resi conto dei profili di illegittimità della procedura seguita sino ad oggi».

«Dopo mesi in cui è stata portata avanti una trattativa esclusiva, che è sfociata sino nella presentazione di un progetto industriale, si va a chiedere ad alcuni – non a tutti, visto che arbitrariamente non è stata coinvolta AscoPiave – di far pervenire un’offerta – continuano Croce e Albertini -. Come si può pensare che alle società sia garantita la medesima possibilità di competere? Come si può pensare che sia questa la modalità per rendere trasparente un processo sinora opaco? Si tratta di un insufficiente, parziale e tardivo tentativo di rimediare a una procedura sinora portata avanti in modo illegittimo. AGSM è una società il cui azionariato è pubblico. Questo comporta obblighi precisi dal punto di vista legale e, ancor prima, doveri di tipo etico verso i cittadini. L’unico modo in cui una società di tal genere può (legalmente ed eticamente, appunto) individuare un partner è una procedura ad evidenza pubblica, che può consentire la scelta migliore (sia dal punto di vista finanziario che industriale) tra un ventaglio di possibilità e di progetti. E la scelta migliore può essere solo quella che genera il valore maggiore per i soci, cioè per i cittadini. Se così non fosse, non assisteremmo alla nascita della famosa Multiutility del Veneto di cui tanto si parla, bensì piuttosto di una Multiutility del Nordovest, in cui la leadership industriale passerebbe nelle mani di Milano, lasciando a Verona e Vicenza solo le briciole».