«Con la crisi, tempo di saldi comunali: attenzione alle mani sul casinò di Venezia»

A lanciare l’allarme Martini, presidente della Municipalità di Venezia e centro storico e candidato sindaco con “Tutta la città insieme!”

«Con la pandemia declinante si allarga la platea degli affari mentre crescono gli appetiti. Ora che si alza il velo su di una realtà per mesi segregata con guanti, mascherine e saracinesche abbassate, sulla piazza le buone occasioni di acquisto si sprecano. Alberghi, ristoranti, negozi, bar, ed esercizi di ogni genere si trovano con l’acqua alla gola, pronti a cedere per disperazione ai falchi che si alzano in volo a caccia di prede».

Così Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità di Venezia e centro storico e candidato sindaco con “Tutta la città insieme!”.

«Le voci di allerta sul rischio infiltrazioni malavitose si susseguono da tempo, ma da sole non bastano. E poi chi acquista lo fa da professionista, coperto e blindato tramite intermediari, società di comodo, circuiti ben collaudati – prosegue Martini . Abbiamo già portato l’allarme in Consiglio Comunale e stretto contatto e sintonia con il Comando della Guardia di Finanza. Nel mirino dei potenziali passaggi di mano finisce con l’entrarci anche il casinò, istituito in altra epoca per contribuire alle entrate di una città particolare che ne ha sempre avuto bisogno, e finito oggi nel vortice del virus che fa ammalare gli uomini e le economie».

E spiega: «I casinò, si sa, non sono luoghi di eccellenza della società del benessere diffuso, anche se precario, sono figli di un pragmatismo finanziario che trova cittadinanza in tutte le società del mondo. A volte serve chiudere un occhio, talvolta anche tutti e due. Come a Las Vegas che è un modello. Dunque il casinò potrebbe essere reso contendibile sul mercato e qualche imprenditore, o meglio ancora una cordata, potrebbe legittimamente presentarsi all’asta in tempo di saldi e far propria la posta. Se questa fosse la scelta politica dell’amministrazione andrebbe fortemente contestata, ma sarebbe irreprensibile sul piano formale della procedura. Magari confortata da autorevoli pareri legali».

Infine, non manca la frecciata all’attuale sindaco e prossimo avversario elettorale: «Del resto le alienazioni dell’ultimo quinquennio sono state tanto numerose quanto contestate, ce ne fosse un’altra a conclusione del quinquennio degli affari per tanti, che ora rischiano anche di finire in rovina, non ci sarebbe di che meravigliarsi.Ma tra tanti che soffrono qualcuno finisce sempre per guadagnarci. Si dice dei grandi imprenditori. Magari perché più attrezzati o meglio informati di altri. Dicevamo che si vedono girare i falchi ma non sono i soli, ci sono anche gli avvoltoi, quelli che puntano alle prede più grandi».

 

(Ph Shutterstock)