Verona, aperta indagine sulla fusione Agsm-Aim con A2A

Dopo gli esposti di Croce e Tosi, l’ipotesi della Procura è abuso d’ufficio

Non «un’inchiesta vera e propria», bensì un «fascicolo conoscitivo». Così il procuratore Angela Barbaglio nell’edizione di oggi del Corriere del Veneto a proposito degli accertamenti avviati sulla “fusione” tra Aim-Agsm e A2A.

Come si ricorderà, a chiedere che si approfondisse la vicenda erano stati Michele Croce, ex presidente della municipalizzata di Verona, e l’ex sindaco Flavio Tosi, inviando esposti alla Procura della Repubblica di Verona, a quella della Corte dei Conti e all’Autorità garante della concorrenza e del Mercato. L’azione del procuratore scaligero, quindi, potrebbe profilarsi come una sorta di “atto dovuto”. Il reato ipotizzato dalla pm Elisabetta Labate è l’abuso d’ufficio ma dalle carte emerge anche la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Dal canto suo, Agsm resta tranquilla sulla posizione già esposta, cioè che «tutto questo percorso dell’aggregazione è avvenuto alla luce del sole» e che «verrà svolta una verifica di infungibilità di questo disegno e (…) verranno verificate le proposte di altre aziende interessate a una partnership con Agsm e Aim».

(Ph Screenshot da Conoscere le  mafie, costruire la legalità)

 

 

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