Agsm-A2A, il Pd insiste: «Sboarina smentito dalle sue stesse carte»

I democratici veronesi tirano fuori dal cassetto il termsheet di dicembre sulla fusione: «Nessun impegno nei confronti del mercato»

«La tesi sostenuta da Comune e Agsm nel consiglio straordinario di ieri sera non trova corrispondenza nei documenti: nel termsheet di dicembre non c’era un impegno al confronto di mercato bensì “la verifica della corrispondenza degli asset forniti da A2A ai requisiti di infungibilità“. Si parlava, dunque, di verificare un postulato (quello dell’infungibilità della proposta di A2A) che fin dall’inizio non aveva alcuna ragione di esistere».

Così in una nota i consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, a nemmeno 24 ore dalla decisione della maggioranza di non andare a gara pubblica per la scelta del partner della municipalizzata.

«Allo stesso modo non aveva ragione di esistere il diniego di Agsm all’accesso agli atti richiesto dai consiglieri comunali veronesi per prendere visione delle manifestazioni di interesse che sapevamo essere arrivate in tempo utile anche da Alperia, Dolomiti Energia, Ascopiave».

«E’ probabile che questa confusione nelle premesse possa minare anche l’esito dell’operazione. Attendiamo pertanto di sapere i criteri con i quali verranno valutate le controproposte di Iren, Hera, Dolomiti Energia e Alperia tardivamente chiamate a confrontarsi con Agsm o competere con A2A».

«Ribadiamo che dal Pd non esiste alcuna preclusione verso nessun operatore di mercato, soltanto la volontà di garantire ad Agsm un partner che possa offrirle le migliori condizioni possibili».