Aiuti a zone rosse, errata corrige esclude il Veneto. Zaia: «Decreto da cestinare»

Il governatore: «Ricorreremo al Tar e alla Corte Costituzionale, offensivo per i veneti». Il presidente dell’Anci regionale Conte: «Vergognoso colpo di mano. Se a Roma qualcuno ce l’ha con il Veneto lo dica pure»

«Eravamo riusciti a far re-inserire nel Decreto rilancio, all’art. 112, i Comuni delle Province di Treviso, Venezia e Padova fra i destinatari dei 200 milioni assegnati ai territori maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus. Oggi, non si sa come né perché, in Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata una errata corrige in cui si ripristina la situazione precedente al decreto legge entrato in vigore. Il risultato? Ai nostri comuni neanche un euro». Queste le parole di Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto che continua: «E’ un’assurdità escludere zone, come quelle del trevigiano, padovano e veneziano, che hanno contato migliaia di ricoveri, danni incalcolabili per l’economia oltre all’azzeramento del comparto turistico. E’ un’assurdità che vengano cambiati testi, firmati decreti e poi pubblicati avvisi di rettifica. Si tratta di un vergognoso colpo di mano. Se qualcuno a Roma ce l’ha con il Veneto, a questo punto, lo dica pure. Almeno sappiamo come regolarci e agire di conseguenza. Ci faremo sentire, questo è poco ma sicuro! Basta!».

Le polemiche non si limitano a Conte. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha speso qualche minuto in conferenza stampa di oggi per dire la sua riguardo a questa situazione. «C’e’ stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze che poi è diventata legge una legge in
maniera irrituale, e i giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, e che è finita in Gazzetta con un nuovo testo dove noi siamo scomparsi. Non abbiamo solo Vo, ma anche Treviso, Venezia e Padova. Sono tutte zone rosse istituite l’8 marzo che arrivavano in coda ai 10 comuni del Lodigiano. Dopo 24 ore da quell’8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato le nostre zone rosse. Tutte poi sono state revocate il 13 di aprile. Ma, magia… sono sparite tutte le zone rosse del Veneto e sono rimaste quelle di Lombardia ed Emilia Romagna. Ed è imbarazzante vedere quello che sta accadendo: cioè le zone rosse del Veneto sono state escluse dagli aiuti previsti nel decreto, i 200 milioni di euro. Noi abbiamo dato l’incarico al professor Bertolissi per ricorrere al Tar e alla Corte Costituzionale perché il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché questo decreto e’ offensivo per i veneti».

(ph: imagoeconomica)