Verona, niente gara pubblica per il partner di Agsm

La maggioranza ha respinto la mozione di Bertucco, Sboarina: «Informeremo costantemente il consiglio». Il Pd: «Retromarcia su A2A ma le promesse di trasparenza non ci bastano»

Respinta dal Consiglio comunale di ieri sera, con 22 voti contrari e 13 favorevoli, la mozione delle minoranze sull’operazione di aggregazione di Agsm. Il documento, con primo firmatario il capogruppo Michele Bertucco (Sinistra in Comune), impegnava l’Amministrazione a procedere con una gara pubblica per l’individuazione di un partner industriale per Agsm. Inoltre, a presentare al Consiglio e alle Commissioni competenti il piano industriale dell’operazione di aggregazione Agsm, AIM, A2A; a relazionare mensilmente il Consiglio su progetti di aggregazione che coinvolgano Agsm; a garantire occupazione, storia ed identità del gruppo Agsm.

Così Bertucco nel presentare il documento: «Il Consiglio comunale nonostante le richieste delle minoranze non ha mai deliberato nessun indirizzo sulle scelte industriali di Agsm. Non sono stati esaminati scenari diversi da quello di un rapporto a tre, tra Agsm, Aim e A2A. Né tantomeno altre opzioni quali la vendita di alcuni asset o la quotazione in partnership o meno con Vicenza. L’ipotesi di infungibilità di A2A sembra costruita per chiudere una scelta politica già effettuata prima della definizione del piano dei consulenti. La scelta di non procedere con una gara pubblica appare incomprensibile non solo perché riduce la trasparenza dell’operazione ma anche perché non consente effettivamente di cogliere le migliori opportunità possibili sul mercato».

«Ritengo sia molto importante che ci siano più sedute dedicate su questo tema, per entrare nel merito non soltanto del progetto preliminare ma, successivamente, delle altre proposte che arriveranno. Il percorso inizia ora e avverrà nella massima trasparenza – ha detto il sindaco Federico Sboarina, prendendo la parola – Non c’è stato alcun cambio di rotta. Si tratta di una scelta strategica per la nostra città, ancora più importante oggi dopo le gravi conseguenze economiche date dal Coronavirus. Una Agsm in salute sarà la garanzia di una positiva ripartenza per tutta Verona. E proprio per l’importanza della decisione che dovremo prendere, si sono avviate le indagini di mercato che hanno visto l’immediata adesione delle maggiori società multi-utility operative sul territorio nazionale. L’obiettivo è di raggiungere la migliore soluzione possibile per Agsm e la città. Mi impegnerò ad informare il Consiglio su tutto il percorso, tutto il resto sono polemiche fuori luogo. È la città che deve vincere e Agsm negli anni passati ha perso finora fin troppi treni. Oggi serve serietà e responsabilità da parte di tutti».

Di diversa opinione l’ex sindaco Flavio Tosi: «Questa operazione è nata come un accordo diretto con A2A. Un’ulteriore partita a firma del sindaco che finirà senza raggiungere l’obiettivo prefissato. Non si tratta di una fusione ma della creazione di una nuova società, anche se l’Amministrazione ci vuol far credere altro. Tutta la procedura è stata fatta fino ad esso per arrivare a far confluire Agsm in A2A».

Il presidente di Agsm, Daniele Finocchiaro, è intervenuto dicendo che «l’intenzione del Consiglio di amministrazione è sempre stato quello di operare per il meglio della società e della sua crescita futura. Il piano industriale stilato e presentato al sindaco è disponibile per la visione di tutto il Consiglio. Per noi è fondamentale far comprendere la validità del percorso intrapreso, strutturato su progetti concreti. E’ stato firmato un protocollo d’intesa con il sindaco che obbliga Agsm a mantenere l’occupazione in qualsiasi iniziativa di aggregazione valutata».

Dopo la votazione, che ha respinto la mozione Bertucco, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani del gruppo Pd: «Prendiamo atto della retromarcia del Sindaco: la proposta di A2A, che fino a una settimana fa era considerata unica, infungibile e impareggiabile, ora è diventata oggetto di doveroso confronto tra tutti i pretendenti partner industriali di Agsm. E’ ciò che come Pd chiediamo fin dall’inizio. Al momento però quelle del Sindaco sono soltanto parole, infatti la mozione che avrebbe dovuto attuare il confronto per eccellenza, la gara pubblica, è stata bocciata dalla maggioranza. Le promesse del Sindaco sulla trasparenza si sono già in passato dimostrate vacue. Dal cda di Agsm attendiamo quindi di sapere come si intende ripristinare le condizioni di concorrenza e di trasparenza richieste dalle norme, nell’interesse della città, di Agsm e dei lavoratori, mettendo le aziende che hanno dimostrato interesse nei confronti di Agsm nelle condizioni di competere davvero; rispettando il diritto di accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali, e ripristinando il confronto in commissione consiliare tra tutte le parti politiche».

(Ph Shutterstock)

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