«Spariti da zone rosse: veneti valgono meno degli altri italiani?»

De Carlo (FdI): «Evidentemente per questo governo esistono cittadini di serie A e B. Forse la vita dei nostri 1800 morti e gli oltre 60 mila posti di lavoro persi valgono meno?»

«Evidentemente, a questo governo piace creare cittadini di serie A e di serie B: dopo il bonus mobilità negato ai piccoli comuni, ecco che adesso dal Decreto Rilancio spariscono le zone rosse del Veneto. Forse la vita dei nostri 1800 morti e i posti di lavoro persi da oltre 60mila veneti valgono meno che nel resto d’Italia?». Queste le parole del deputato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo che attacca l’esecutivo sui 200 milioni di euro assegnati alle zone rosse di Lombardia ed Emilia Romagna, ma negate al Veneto.

«Da un lato, c’è l’indecorosa retromarcia, che come annunciato sarà oggetto di ricorso da parte della Regione Veneto, che ha prima visto inseriti e poi cancellati – tutto con un banalissimo comunicato di rettifica, dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale – i comuni veneti dalla possibilità d’accesso al fondo. Non è grave solo l’atto della cancellazione, ma il modo con cui si è inciso sostanzialmente e non formalmente sulla norma: con quattro righe di nota, che vanno a modificare un testo approvato, bollinato e pubblicato ufficialmente», sottolinea De Carlo.

«Dall’altro, c’è proprio un gravissimo errore di base: vengono ammessi tutti i comuni delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, ma anche in Veneto abbiamo avuto il riconoscimento di zona rosse per tre intere province: Padova, Treviso e Venezia. Non lo sapevano? Eppure ci sono fior fiore di ministri e sottosegretari veneti… Cosa hanno fatto milioni di veneti per essere ignorati e anche penalizzati da un esecutivo più attaccato alle poltrone che alla vita e al lavoro dei suoi cittadini? I giochetti politici, vedi la farsa sulla sfiducia del ministro Bonafede, se li facciano pure tra di loro, ma non si permettano di prendere in giro centinaia di migliaia di famiglie che hanno perso i propri cari, il proprio lavoro, la speranza di un futuro normale e ora vengono pure beffati da una cancellazione inconcepibile e fuori da ogni logica», conclude.

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