Baretta: «Due importanti novità per aiutare Venezia e veneziani»

Il candidato sindaco del centrosinistra e sottosegretario all’Economia: «Aiuti concreti per garantire la liquidità necessaria a traghettare l’economia verso la ripresa. Ma non basta. Serve anche una governance politica all’altezza della città. E il momento»

Si sono chiusi, nella tarda serata di ieri, i lavori delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera sugli emendamenti al decreto liquidità, con due importanti novità per Venezia. «Grazie al lavoro di Governo e parlamento, abbiamo approvato due emendamenti che prevedono lo slittamento dei canoni di affitto per gli immobili dello Stato, tra cui le botteghe storiche di Piazza San Marco, e il miglioramento dei criteri per l’accesso ai prestiti fino a 30 mila euro delle imprese con sede in territori colpiti da calamità naturali». Ad annunciarlo è il candidato sindaco del centrosinistra veneziano e sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta.

Stop al canone degli immobili dello Stato

«Le conseguenze economiche del Coronavirus – ha spiegato – sono particolarmente gravi in contesti come quello
veneziano, a forte vocazione turistica e commerciale. Per questo, abbiamo approvato l’emendamento dell’onorevole Pellicani sui canoni degli immobili di proprietà dello Stato. Così, ad esempio, le botteghe storiche di Piazza San Marco potranno pagare i canoni di affitto, per il periodo marzo-luglio, il prossimo 31 ottobre, senza interessi o penalità. Una vera boccata d’ossigeno e un sostegno alla liquidità dei nostri commercianti ai quali, come Governo, vogliamo continuare a far sentire la nostra vicinanza e il nostro appoggio».

Miglioramento dei criteri di accesso al credito delle imprese

Con lo stesso obiettivo, nasce anche la modifica dell’articolo 13 del decreto, che prevederà un miglioramento dei criteri per l’accesso al credito delle imprese con sede in territori colpiti da calamità naturali. «I professionisti e le piccole e medie imprese che si trovano in territori già colpiti da calamità naturali, com’è stato per Venezia con l’acqua alta di novembre, rischiavano – sottolinea Baretta – di essere penalizzati o addirittura esclusi dalla possibilità di ottenere i prestiti con garanzia statale al 100%. Così, dopo l’approvazione di un emendamento che porta da 25 a 30 mila euro questi prestiti e da 6 a 10 anni il periodo in cui possono essere restituiti, abbiamo reso alternativi e non concomitanti i due criteri del 25% del fatturato o del doppio del monte stipendiale, per definire l’entità del prestito. Queste misure si sommano alla possibilità di richiedere il prestito con una sola autodichiarazione e all’allungamento oltre i 10 anni per il rimborso dei prestiti fino a 800 mila euro, con la garanzia statale dell’80%, che può diventare 100% con il contributo dei Confidi. Un aiuto concreto per garantire la liquidità necessaria a traghettare l’economia veneziana verso la ripresa. Ma non basta. Serve – conclude Baretta – anche una governance politica all’altezza della
città. E il momento».

(ph: shutterstock)