Via libera all’inceneritore di Fusina

Molti i delusi. Il presidente della Municipalità di Marghera: «Inaccettabile». Il consigliere M5S Bettin: «Delusa ma non mollo». E l’attivista Peruffo accende i riflettori sui Pfas

La Commissione regionale Via ha dato parere favorevole al progetto presentato dal Gruppo Veritas sull’inceneritore di Fusina. La commissione, si legge in un comunicato, si è limitata a «fissare decise prescrizioni a riguardo della potenzialità massima non superabile, della necessità di aggiornare fin da subito i monitoraggi ambientali, dell’obbligo di adottare prima dei termini normativi trattamenti più avanzati di processo sulle emissioni su tutte le sezioni dell’impianto».

Bettin: «Decisione inaccettabile»

Il commento del presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin : «Infischiandosene delle richieste e del parere di cittadini, comitati, associazioni e della Municipalità di Marghera – Malcontenta, la Regione Veneto ha dunque deciso di procedere con l’approvazione del nuovo inceneritore di Fusina, impedendo il confronto da più parti invocato, confronto appena avviato lo scorso inverno ma subito sospeso per la pandemia (e anche per la chiusura politica della stessa Regione e del Comune di Venezia, chiusura oggi confermata). L’approvazione del progetto – con, per ora, imprecisate prescrizioni – da parte del Comitato di VIA regionale (riunitosi il 20.5) dimostra che non c’è mai stata volontà di confronto e che l’obiettivo era ed è solo quello di realizzare un nuovo polo di incenerimento di scala regionale a Fusina. Si tratta di una decisione inaccettabile in una realtà drammaticamente segnata, nella storia e nel presente, dall’impatto sulla salute dei residenti e sull’ambiente, una decisione che contrasteremo con forza e fino in fondo».

Peruffo e il pericolo pfas

Condividendo le parole di Bettin il portavoce del “Comitato No Pfas” Alberto Peruffo aggiunge: «Un’altra prova di forza contraria alla democrazia, ai territori, all’espressione dei cittadini di Venezia e Marghera, comunità già duramente colpite. Nello stesso inceneritore si vogliono fare conferire fanghi contenenti PFAS e scarti della concia. Dobbiamo tenerci pronti ad intervenire da tutto il Veneto, specie dalle “zone di conferimento” che sanno cosa significa rifiuti mal gestiti e sversati. Sulla pelle dei cittadini, sulla vita dei territori».

Baldin: «Delusa ma non mollo»

Delusa anche Erika Baldin, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: «Le prescrizioni non sono decise o indecise. Fissano delle soglie e hanno bisogno di cifre precise, non di aggettivi. Leggere queste parole, sulla comunicazione della Via regionale, aumenta lo sconcerto per una decisione improvvida, che va contro la tutela dell’ambiente in un territorio delicato come la Laguna di Venezia. Se accostiamo questo provvedimento alle immagini dell’incendio della 3V Sigma di Porto Marghera, e alla quantità di pesci morti raccolti nei canali vicini, capiamo meglio la portata del potenziale errore che la Regione del Veneto sta percorrendo. La struttura regionale ha accelerato su questa decisione in piena emergenza Covid-19, quando non c’era nessuna ragione per farlo. Così facendo, vista l’interruzione di ogni assemblea, il diritto al confronto con i cittadini è venuto meno. Comunque la si pensi sull’ampliamento, non è stata una bella pagina per la trasparenza nella presunta casa di vetro veneta. Ma sull’inceneritore non mollo: continuerò la mia battaglia a fianco dei comitati, appoggiando un’eventuale ricorso al Tar, e auspicando che la mia petizione al Parlamento Europeo, presentata poche settimane fa, possa arrivare ad essere discussa in aula. Spero che almeno a Strasburgo, le ragioni dei cittadini e della tutela dell’ambiente vengano ascoltate».

(Ph Bjoertvedt – Wikipedia)