Primo weekend post-lockdown per ristoranti. Ma ancora timore tra i clienti

Il presidente di Fipe Confcommercio Vicenza invita tutti a cenare e pranzare fuori con fiducia: «Questi sono i luoghi giusti per recuperare, in tutta sicurezza, la voglia di stare assieme

La ristorazione vicentina si prepara al primo weekend post lockdown, puntando su un ritorno dei clienti ai tavoli dei locali per una cena speciale il sabato sera o per la classica uscita di famiglia al pranzo di domenica. «La sensazione è che più del 90 per cento dei ristoranti, pizzerie e trattorie abbia riaperto o comunque sarà operativo da domani – afferma Gianluca Baratto, presidente di Fipe Confcommercio Vicenza, l’associazione che rappresenta un settore di oltre 4.300 imprese in provincia, di cui circa 2 mila sono ristoranti -. Le prenotazioni cominciano ad arrivare: certo non siamo ai numeri pre-covid, ovviamente, ma la voglia di riprendere l’abitudine di mangiare fuori casa cresce».

A dire il vero a frenare l’entusiasmo dei vicentini c’è a volte la titubanza creata da due mesi e oltre di chiusura: «C’è chi chiama per informarsi se prenotando una tavolata in cui stare con gli amici c’è il rischio di creare assembramento. – spiega il presidente di Fipe Confcommercio -. Ci tengo ad rassicurare tutti che non è così: nei locali vengono rispettate le regole anti contagio previste dalle normative, le Linee Guida della Regione con le misure organizzative, oltre che specifici protocolli di sicurezza aziendale. Dunque, una tavolata tra amici non è un assembramento».

Tanto più che la Regione del Veneto ha emesso nei giorni scorsi alcuni chiarimenti alla propria ordinanza del 17 maggio, che specificano come nei ristoranti si possano tornare a festeggiare matrimoni o eventi collettivi. «D’altronde non c’è oggi nessuna logica nel limitarli – conferma Baratto – perché i locali si sono organizzati nel rispetto delle norme, compreso quanto indicato dalla Regione stessa dal punto di vista delle distanze delle sedute, della messa a disposizione dei prodotti igienizzanti anche per i clienti, della consultazione dei menu». Negli stessi chiarimenti, la Regione è anche tornata sulla questione dei buffet, che inizialmente sembravano vietati: «Non lo sono se il banco dove sono esposte le pietanze è adeguatamente protetto da una superficie impermeabile e se il prelievo viene fatto da un nostro operatore, su indicazione del cliente». Dunque nemmeno le formule a buffet sono più off limits, purché regolate correttamente.

Ci vorrà probabilmente ancora un po’ di tempo per tornare alle “buone, vecchie abitudini”, ma il messaggio che Fipe Confcommercio provinciale vuol lanciare ai vicentini è di fiducia: «Possiamo convivere con questa situazione particolare – conclude il presidente Baratto -. Ristoranti e bar sono i luoghi giusti per recuperare, in tutta sicurezza, la voglia di stare assieme. Tornare a frequentarli con assiduità fa bene a tutti: alle nostre imprese, che potranno così riprendere in pieno la propria operatività, richiamando i dipendenti al lavoro e ai cittadini stessi che hanno voglia di passare qualche ora assieme con familiari e amici, nelle sale di un ristorante o seduti all’aperto, dove gli spazi stanno diventando sempre più grandi e sempre più accoglienti».

(ph: imagoeconomica)

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