Soros: «Preoccupato per l’Italia, maltrattata da Ue e Germania»

Il finanziere e filantropo: «L’allentamento delle norme sugli aiuti di Stato Ue è stato iniquo per il Belpaese, che è sempre stato il più europeista». Poi lancia un monito su Salvini

«Sono particolarmente preoccupato per l’Italia, definita il malato d’Europa, che è stata maltrattata dall’Ue e dalla Germania». Queste le parole di George Soros in un’intervista al quotidiano De Telegraaf. Il finanziere e filantropo dice che «la sopravvivenza dell’Europa è a rischio» ma potrebbe «riuscire a mantenere il suo rating AAA ed emettere perpetual bond per affrontare la sfida del Covid e del cambiamento climatico». Poi tenta una moral suasion sull’Olanda perchè cambi la sua linea. E sottolinea: «Il recente allentamento delle norme sugli aiuti di Stato Ue, che favorisce la Germania, è stato particolarmente iniquo nei confronti dell’Italia, già il soggetto più debole in Europa, e poi anche il più duramente colpito dalla Covid-19».

Salvini vuole portare l’Italia fuori dall’Ue

«E’ molto importante la questione di come evitare che altri Paesi seguano la strada del Regno Unito. Sono preoccupato in particolare per l’Italia. Matteo Salvini, leader della Lega, sta lavorando perché il Paese esca dall’euro e dalla Ue. Fortunatamente la sua popolarità personale è diminuita da quando ha lasciato il governo, ma il sostegno alle sue posizioni sta guadagnando slancio. Cosa sarebbe l’Europa senza l’Italia? L’Italia è stata il Paese più europeista. Gli italiani avevano più fiducia nell’Europa che nei loro stessi governi, per ottimi motivi, ma sono stati maltrattati durante l’emergenza profughi del 2015. L’Ue ha applicato le cosiddette regole di Dublino lasciando tutto il peso a carico del primo Paese in cui i profughi arrivavano, senza alcuna condivisione dell’onere finanziario. A questo punto gli Italiani scelsero in massa di votare a favore della Lega di Salvini e del Movimento 5 Stelle».

La sua proposta

«L’Ue autorizzi l’utilizzo di risorse proprie sufficienti senza attendere che i fondi siano materialmente raccolti. I perpetual bond non vadano confusi con i Coronabond, che sono già stati rifiutati in modo deciso. Gli olandesi possono fare una scelta: continuare ad opporsi e di conseguenza accettare un raddoppio del bilancio, oppure convertirsi in sostenitori convinti e, in caso di successo, aumentare solo del 5% il loro contributo al bilancio. Il capitale non verrà mai ripagato, verrebbero pagati solo gli interessi. Nell’ipotesi di un tasso dello 0,5%, un’emissione da 1.000 miliardi di euro costerebbe 5 miliardi all’anno, con un rapporto incredibilmente basso di 1:200».

I vantaggi dei perpetual bond

«I fondi raccolti non devono essere distribuiti secondo il parametro fiscale delle quote di partecipazione dei diversi stati membri nella Bce. Possono essere invece allocati a chi ne ha maggiore necessità, con la gran parte che andrebbe ai paesi del Sud in quanto colpiti in maniera più pesante, potendo così arrivare ai soggetti più bisognosi».

(ph: shutterstock)

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