Cariverona e i 600 milioni da CdP, Castellani (Cisl): «Mazzucco pensi alle file alla Caritas»

Il sindacalista sul “tesoretto” che la fondazione potrebbe non investire sul territorio: «Siamo in una crisi da dopoguerra, basta con le logiche del passato: a Verona si apra una discussione»

432 milioni più interessi frattanto maturati, 600 milioni di euro tondi: è la cifra che la Fondazione Cariverona potrebbe incamerare da Cassa Depositi e Prestiti dopo una sentenza di primo grado vinta in un processo lungo otto anni. Quattrini freschi che sarebbero una manna per l’affamato territorio veneto investito dalla pandemia economica. Eppure quasi nessuno ne parla, a cominciare dall’ente con sede a Verona. In parte, perchè è in corso un negoziato che fra le ipotesi vede uno scambio di questo tipo: io CdP rinuncio a fare appello, tu Cariverona reinvesti i soldi da me, magari anche con un posto nel board della società di proprietà pubblica. Ma secondo altri, c’è il timore reverenziale a rendere oggetto di pubblico dibattito le questioni di «un tempio sacro inavvicinabile», come l’ha definito in una lettera al quotidiano L’Arena il segretario provinciale veronese della Cisl, Massimo Castellani.

Castellani, è così? E’ un argomento tabù?
Cariverona si pregia di essere filantropica e ha sicuramente una storia molto importante per il vissuto sociale del territorio. Un’importanza da cui nasce un misto di rispetto e di opportunismo da parte di coloro che non osano criticarla perchè magari, non si sa mai, devono chiedere finanziamenti per qualche progetto. Ma ho come l’impressione che il re ormai sia nudo, credo che questo atteggiamento stia scemando.

Non pare molto. Lei è fra i pochissimi ad esporsi.
Io dico semplicemente che una fondazione deve essere al servizio del territorio, non deve fare finanza, per quello ci sono le banche. Non so se ci rendiamo conto del momento che stiamo vivendo dal punto di vista economico, paragonabile solo al dopoguerra. E lo vedremo ancora di più nella Fase 3, quando ci accorgeremo dei licenziamenti e della ripresa che non ci sarà. In un solo mese abbiamo avuto la cassa integrazione dell’anno peggiore della scorsa crisi, il 2009. Le tre realtà che sono andate in senso anti-ciclico per l’economia di Verona, cioè la Fiera, l’Ente Lirico e l’aeroporto, sono tutte e tre a piedi.

Cariverona è occupata a trattare con Cassa Depositi e Prestiti. Sembra di capire che per lei una trattativa non dovrebbe neppure esserci: meglio investire il tesoretto, meglio i soldi tutti maledetti e subito.
Dobbiamo cambiare paradigmi rispetto al passato. In tempi diversi ragionare su un posto nel board poteva avere un senso, ma non son sicuro che questo ci porterà a ottenere quello di cui c’è bisogno.

Lei coinvolgerà anche gli altri sindacati, in questo appello?
Se gli altri se la sentono, ok. Io intanto dico la mia.

E il sindaco Sboarina e la politica? Non dovrebbero partecipare al dibattito?
Bisognerebbe aprirlo, un dibattito in città. Meglio discutere e spiegare, non ci sarebbe nulla di male. Non la vedo come una proposta ingenua. Qua bisogna mettersi tutti attorno a un tavolo.

Per collaborare e capire assieme come utilizzare quei 600 milioni?
Per lo meno, per ascoltare chi ha idee diverse dalla propria.

Insomma, lei chiede al presidente di Cariverona, Alessandro Mazzucco, di coinvolgere la città.
Quando si vive in determinati ambienti, limitarsi a leggere i numeri rende la percezione impermeabile alla realtà vera. Con una battuta, potrei dire che un conto è vedere le file di persone davanti alla Caritas, un’altra è vedere le statistiche nei documenti.

(ph: Facebook Cisl Verona)