Fase 2, un italiano su tre teme la “prova costume”

Lo riferisce un sondaggio della Coldiretti: «Durante il lockdown molti si sono dedicati al comfort food»

Più di 1 italiano su 3 (39%) si è messo a dieta per prepararsi alla prima prova costume dell’anno dopo il lungo periodo di lockdown durante il quale si è registrato un aumento medio in peso di almeno due chili. E’ quanto emerge da un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in occasione delle prime aperture delle spiagge italiane, con l’emergenza coronavirus.

«A preoccupare – oltre al rispetto della distanza sociale tra lettini, sdrai ed ombrelloni- è infatti – sottolinea la Coldiretti – il duro impatto con la realtà ed il giudizio degli altri dopo il lungo periodo passato in solitudine tra le mura domestiche». “Con l’avvio della Fase 2 – evidenzia Coldiretti – milioni di italiani possono finalmente trascorrere il proprio tempo libero in costume per godersi il primo caldo che anticipa l’estate nonostante il fisico un po’ appesantito per il poco tempo disponibile per tornare in forma dopo l’immobilità forzata della quarantena durante la quale si è verificato un aumento dei consumi a tavola ed una riduzione del movimento fisico».

«C’è stato un vero e proprio boom del cosiddetto ”comfort food” ricco di calorie con – sottolinea la Coldiretti – una ordalia di zuccheri, grassi e carboidrati: +150% farine e semole, +14% pane, crackers e grissini, +7% pasta e gnocchi, +38% impasti base e pizze, +13% dolci, +24% primi piatti pronti oltre al +37% di olio semi usato per fritture di ogni tipo, dolci e salate durante il lockdown». «L’effetto del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche è aggravato dal fatto che – sottolinea la Coldiretti – l’abbuffata è stata accompagnata dalla sospensione di qualsiasi attività sportiva e da una maggiore sedentarietà per la chiusura forzata in casa che ha ridotto il movimento fisico e favorito l’accumulo di peso.

(Ph Shutterstock)

 

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