«Aim con Agsm e A2A, i numeri non tornano»

Vicenza, il centrosinistra contesta la fusione: «Altro che gallina dalle uova d’oro, è un’anatra zoppa»

L’opposizione vicentina all’attacco della fusione tra le multiutiliy vicentina e veronese con il colosso A2A, e lo fa con i numeri alla mano: «L’ingresso di A2A al 35% circa, ma con il controllo della società e il consolidamento dei ricavi, si sostanzia attraverso il conferimento di tre asset: due centrali idroelettriche in Friuli (250 km a n-est di Vicenza) e un impianto di termovalorizzazione a Corteolona (250 km a ovest di Vicenza). L’incremento apportato è di 81 mln per i ricavi (+5.5%) e 52 mln di MOL (+35%). Non molto, ma per gli “scenari di piano” questo porta alla fantasmagorica cifra di 938 mln di investimenti nei prossimi 5 anni (+380% rispetto alla media precedente) e a un +100% di utile netto nell’orizzonte di piano. Nel frattempo sono scomparsi dagli asset indispensabili clienti, gas ed energia elettrica, POD e PDR, prima definiti elementi non negoziabili. Sembrerebbe evidentemente che A2A ci regali una gallina dalle uova d’oro» scrivono in una nota Otello Dalla Rosa (PD), Ciro Asproso (Coalizione civica), Ennio Tosetto (Vinova), Isabella Sala (PD), Giovanni Selmo (Da adesso in poi) e Raffaele Colombara (Quartieri al Centro).

«Peccato che il termovalorizzatore di Corteolona richieda 200 mln di investimento, 20 ne servano per le due centrali che, non trascurabile, vedono gli incentivi in scadenza nel 2027 e le concessioni nel 2029. Poi ci saranno, anche lì, le gare.
Per questo forse la gallina dalle uova d’oro assomiglia di più a un’anatra zoppa! – prosegue la nota – A ciò si aggiunga il fatto che entro il 15 di giugno (cioè tra tre settimane!) è previsto il completamento del “market sounding”, ascolto del mercato, utile a dire che come A2A non c’è nessuno».

«La maggioranza fatica a trovare tempo per discuterne in Consiglio Comunale o forse i consiglieri non lo ritengono un tema importante e intanto le cose vanno avanti. Senza un indirizzo, un confronto, un’analisi comparata di benefici e partner diversi o addirittura scelte diverse. Ancora di fatto sostenendo l’infungibilità di A2A, insostenibile sia giuridicamente che dal punto di vista industriale. Risultato: quasi due anni buttati via a inseguire chimere, l’azienda ferma, nessun piano industriale sviluppato, centinaia di migliaia di euro buttati tra consulenze, stime, perizie, tempo del management. Qualcuno ne risponderà alla città? – spiegano e concludono – Ultima perla nella riorganizzazione, il ritorno in house di AMCPS: non si tratta di un’operazione di efficienza e di miglioramento del servizio, ma un ritorno al controllo della politica, all’assenza di gara e ad una maggiorazione dei costi. Null’altro. Prima si è scelto di consegnarsi ad A2A e poi si è cercato di fare un vestito su misura, tra l’altro mal fatto. Per noi è inaccettabile e contrasteremo con forza questa svendita di sovranità e di patrimonio pubblico».

Sulla questione interviene anche il Pd cittadino, che tira in ballo la Regione: «La vicenda AIM, AGSM e A2A ci sta dimostrando ogni giorno di più come non esista un governo veneto in grado di proteggere le società pubbliche di servizi» scrivono Chiara Luisetto, Segretaria prov. del PD vicentino e Federico Formisano, Segretario cittadino PD intervengono sulla possibile aggregazione in atto.

«Le risposte fornite dall’advisor Berger e le rassicurazioni sul mantenimento di una maggioranza pubblica della nuova società non bastano, garanzie per gli investimenti nel vicentino e per i dipendenti devono essere al centro di qualsiasi valutazione, in particolare alla luce delle indagini avviate dalla Procura di Verona. Qualcosa non torna, si sta svendendo un patrimonio di tutti, accusa giustamente il gruppo consiliare del Partito Democratico assieme alle altre forze di minoranza – proseguono – Sopra tutto ciò, abbiamo un governo regionale che non spinge le sinergie territoriali venete, che rimane silente sulla tutela di un patrimonio e di un know how in materia di rifiuti ed energia frutto di decenni di esperienza, esponendolo al rischio di essere svenduto in modo miope a colossi che certamente non hanno a cuore i bisogni dei vicentini».

E la conclusione: «Se ci sei giunta leghista veneta batti un colpo, guarda quello che sta succedendo e raduna forze economiche e sindacali per invertire la rotta, costruendo un disegno veneto che vada oltre l’occupazione di posti nei cda delle multiutilities e abbia a cuore invece la qualità del servizio reso ai cittadini, la bontà di piani industriali che portino all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, l’applicazione di tariffe eque attraverso un controllo pubblico che, abbiamo visto anche in altre realtà come quella sanitaria, è garanzia per i cittadini».