Assistenti civici, Anci contro Anci

Il presidente dell’associazione nazionale Decaro li ritiene «importantissimi». Quello del Veneto, Conte è del parere opposto: «Discriminatorio e pericolosi»

«Penso che gli “assistenti civici“, figure rientranti nel progetto del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia per distanziare gli avventori durante la “movida” siano un’idea che, oltre a non essere condivisibile dal punto di vista economico (secondo quanto emerge dalla bozza di ordinanza si tratta di uno stanziamento da 4 milioni e 800 mila euro), è alquanto fumosa nei contenuti e pure controproducente». Queste le parole di Mario Conte, presidente di Anci Veneto e sindaco di Treviso (in foto) che aggiunge: «Mettere una casacca blu a inoccupati, persone in cassa integrazione o che ricevono forme di sostegno al reddito o reddito di cittadinanza per richiamare le persone durante la movida o l’attività nei parchi è, a mio parere, pure discriminatorio e pericoloso, visto che questi verrebbero mandati praticamente allo sbaraglio».

Una posizione completamente opposta rispetto a quella di Antonio Decaro, presidente Anci nazionale e riportata da Tgcom24. «Svolgeranno le attività che i volontari hanno svolto in questi mesi tenendo in piedi le nostre comunità. Il bando serve a trovarne di nuovi, visto che, con il progressivo ritorno al lavoro, molti di coloro che si sono prestati nel primo periodo di emergenza, non hanno più la stessa disponibilità di tempo. Gli assistenti civici sono importantissimi, non sono ronde, ma distributori di buona educazione. Serviranno nei parchi o nei mercati per contare gli ingressi. Li useremo anche per distribuire generi alimentari e farmaci. Chi pensa alle ronde o a giustizieri improvvisati non conosce le cose bellissime che i volontari hanno fatto in questi mesi. E comunque noi sindaci siamo in prima linea da tre mesi, ce la mettiamo tutta, siamo stremati dalla gestione dell’emergenza e non vorremmo ora combattere le insidie della polemica politica. Ci piacerebbero meno dibattiti e più aiuti concreti. Non possiamo essere lasciati ancora una volta da soli».

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