Coronavirus: Big Pharma ostacola plasma terapia? Falso per dottori anti-bufale

Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) – L’uso del plasma di pazienti convalescenti contro Covid-19 è ostacolato da ‘Big Pharma’, ovvero dall’industria farmaceutica? A rispondere a questa domanda sono gli esperti del portale anti-bufale della Fnocmeo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) ‘Dottoremaeveroche.it’. Secondo gli specialisti “è falso che ‘Big Pharma’ ostacoli la plasma terapia”. Per sapere se questa cura “possa realmente funzionare, dobbiamo sperare di poter disporre presto di dati affidabili e raccolti in modo rigoroso su un ampio numero di pazienti – aggiungo i medici – Dai risultati degli studi disponibili non si sa né se la ‘cura’ riduca la mortalità dei pazienti con Covid-19, né se migliori i sintomi della malattia”.
La plasma terapia ha fatto molto discutere, anche all’interno della comunità scientifica, tra chi la guarda con sospetto e chi invece ne elogia le possibilità, quando poco meno di un mese dal primo caso ufficiale di contagio locale a Codogno, viene avviato anche in Italia il primo protocollo con l’obiettivo di poter realizzare questa sperimentazione per aiutare i casi più gravi malati da Covid-19. Si tratta di un’intesa firmata da una serie di centri regionali, fra cui l’Asst (l’ex Asl) di Mantova e il Policlinico San Matteo di Pavia.
Questo tipo trattamento è nuovo? “Come ha precisato Pierluigi Viale, componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Regione Emilia-Romagna e direttore dell’unità operativa di Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola di Bologna – sottolineano gli esperti – ‘parliamo di una risorsa terapeutica nota il cui utilizzo risale a oltre cinquant’anni anni orsono, che si basa sul principio della trasmissione passiva degli anticorpi come strumento terapeutico nei confronti di malattie da infezione. Era già stata sperimentata durante le due precedenti epidemie da coronavirus (Sars e Mers), per cui alcuni gruppi di lavoro l’hanno messa in atto anche nei confronti di Covid-19′”.
“Il plasma di convalescenza dei pazienti guariti dalla Covid-19 può essere utilizzato per la profilassi dell’infezione o per il trattamento della malattia – ricordano gli esperti – In una modalità profilattica, il vantaggio della somministrazione di siero convalescente è che può prevenire l’infezione e la successiva malattia in coloro che sono ad alto rischio di malattia, come soggetti vulnerabili con condizioni mediche sottostanti, operatori sanitari e persone con esposizione a casi confermati di Covid-19. La somministrazione passiva di anticorpi per prevenire la malattia è già utilizzata nella pratica clinica”.
C’è molta aspettativa su questo trattamento, come del resto possiamo dire su quasi tutte le altre terapie che da alcuni mesi sono proposte per la Covid-19. “Tuttavia – proseguono gli esperti citando ancora Viale – i dati di letteratura sono al momento ‘molto scarsi, quasi aneddotici: si riferiscono infatti a meno di venti pazienti, tutti in fase di malattia avanzata e tutti co-trattati con altri farmaci, per cui è difficile trarre conclusioni definitive. Anche per questa terapia sarebbe necessario mettere in atto uno studio prospettico randomizzato e soprattutto verificarne l’efficacia in fase più precoce di malattia e in assenza di co-trattamenti'”.
“L’incertezza sui benefici della plasma terapia è stata confermata da uno studio che ha sintetizzato i risultati di tutte le ricerche condotte fino ad oggi. Si tratta di una revisione sistematica ed è stata condotta da un gruppo di ricercatori di diversi centri internazionali che fanno parte della Cochrane, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha proprio la finalità di sintetizzare le prove che derivano dalla ricerca – evidenziano gli esperti di ‘Dottoremaeveroche.it’ – Sono stati trovati e analizzati 8 studi già conclusi e 32 ancora in corso. Per lo più, si tratta di ricerche molto poco rigorose dal punto di vista metodologico, che hanno arruolato pochi pazienti che spesso soffrivano di malattie concomitanti alla Covid-19: per queste e altre ragioni, la qualità dei risultati è stata giudicata molto bassa e, pertanto, da considerare con molta prudenza. In definitiva, dai risultati degli studi disponibili non si sa né se la ‘cura’ riduca la mortalità dei pazienti con Covid-19, né se migliori i sintomi della malattia”.
In Italia è stato autorizzato dal comitato etico dell’Inmi Spallanzani di Roma lo studio Tsunami (acronimo di TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to Sars-CoV-2), uno studio nazionale comparativo randomizzato per valutare l’efficacia e il ruolo del plasma ottenuto da pazienti convalescenti da Covid-19. Il parere unico rilasciato dal comitato etico dello Spallanzani ha validità immediata su tutto il territorio nazionale.
Lo studio, attivato su indicazione del ministero della Salute, è promosso dall’Istituto superiore di sanità e dall’Agenzia italiana del farmaco e vede al momento coinvolti 56 centri, distribuiti in 12 Regioni. “La sperimentazione garantisce un approccio unico e uniforme alla terapia con il plasma dei convalescenti e consentirà di ottenere evidenze scientifiche solide sul ruolo di questa strategia terapeutica e di fornire, in modo univoco, trasparente e in tempi rapidi, informazioni e risposte alle domande sulla sua sicurezza ed efficacia”, concludono gli esperti.

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