Lockdown, inquinamento luminoso calato del 20% in Veneto

A dirlo è uno studio realizzato da Arpav e l’Università di Padova. Il risultato grazie al minor traffico e allo spegnimento illuminazione impianti sportivi

Nel periodo di lockdown dovuto al coronavirus, l’inquinamento luminoso nella pianura veneta, ed in particolare a Padova e nel vicentino, e’ diminuito del 20%. A dirlo e’ uno studio realizzato da Arpav e l’Universita’ di Padova, che imputa la riduzione delle emissioni luminose principalmente alla riduzione del traffico veicolare e al totale spegnimento degli impianti di illuminazione dei campi sportivi. Lo studio ha preso in considerazione i dati di quattro delle 14 stazioni di rilevamento della rete regionale, scelte tra quelle maggiormente rappresentative, spiega Arpav.

Si tratta della stazione di Padova, quella di Nove, in pianura in provincia di Vicenza, di Cima Ekar, in quota in provincia di Vicenza, e di Passo Valles, stazione montana ad alta quota nelle Dolomiti. La riduzione dell’inquinamento luminoso del 20% e’ registrata dalle stazioni di Padova e Nove, mentre a Cima Ekar la riduzione si ferma al 10%, e a Passo Valles, che pure si trova «a una notevole distanza dalla pianura, al 5%. L’analisi tramite modello di calcolo conferma i risultati e permette di valutare come le fonti di inquinamento luminoso portino ad un cambiamento di visibilità delle stelle: in particolare se si riuscisse a contenere anche solo del 20% l’emissione verso l’alto, causata soprattutto dall’illuminazione privata si potrebbe ritornare a rivedere le stelle in buon numero, nello stesso tempo diminuendo i costi energetici ed economici e gli impatti negativi sull’ecosistema e sull’uomo», conclude la nota Arpav.

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