Consumi alle stelle e siccità: a rischio la produzione di pasta

E’ quanto emerge dal Durum Days 2020: il prezzo del grano duro è salito del 25% mentre le scorte mondiali sono ai minimi

Le scorte mondiali di grano duro, la materia prima della pasta, sono ai minimi e i prezzi sono saliti del 25%, c’è dunque incertezza sulla campagna 2020 mentre cresce domanda di frumento italiano e di qualità. La filiera del grano duro e della pasta è riuscita durante l’emergenza Covid-19 a rispondere all’improvviso picco di domanda garantendo costantemente le forniture sul canale distribuzione, pur trovandosi a fronteggiare difficoltà logistiche e un aumento complessivo dei costi di produzione.

È questo il quadro che emerge dal Durum Days 2020 che ha visto in questa quinta edizione confrontarsi via web Assosementi, Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Compag, Italmopa e Unione Italiana Food, con la partnership tecnica di Areté, con la collaborazione del Crea e la partecipazione in veste di sponsor di Syngenta-Psb.

Gli sforzi produttivi di questi mesi hanno contribuito a soddisfare la domanda dei consumatori in un momento di emergenza, ma a monte della filiera pasta rimane un mercato del grano duro con scorte ai minimi degli ultimi dieci anni e che, secondo le stime di Areté, saranno ancora in calo del 27% anche nel corso della prossima campagna. Il tutto in presenza di prezzi del grano duro che, all’inizio del lockdown, erano superiori del 25% rispetto all’anno precedente.

Pertanto, anche per la prossima campagna il mercato rimane scarsamente approvvigionato, nonostante il leggero aumento delle superfici seminate in Italia rispetto alla campagna precedente (+6%) che, a parità di rese, daranno un analogo incremento produttivo. Ma c’è preoccupazione per la qualità del prossimo raccolto, per via della prolungata siccità. Ciò in uno scenario che vede crescere nel nostro Paese la richiesta di frumento di qualità e di origine italiana, in linea con l’attenzione crescente da parte dei consumatori
verso la provenienza della materia prima e verso prodotti di qualità, di formati speciali e con più alto contenuto proteico.

(Ph Shutterstock)

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