«Sboarina e la nuova zona 30: un salasso per gli automobilisti»

Il gruppo consiliare del Pd di Verona: «L’amministrazione non ha fatto nulla di concreto per promuovere ciclabilità e pedonalità riducendo così il traffico»

«L’unico risultato finora ottenuto dal cosiddetto piano per la mobilità d’emergenza introdotto dagli assessori Segala e Zanotto è quello di salassare gli automobilisti che sono tornati, spesso ignari, a transitare ai 50km/h in Circonvallazione Maroncelli diventata all’improvviso, e senza alcuna modifica viabilistica, una zona 30». Queste le parole in una nota del gruppo consiliare del Pd di Verona composto da Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani che aggiungono: «L’avevamo detto fin dall’inizio: le Zone 30 non si istituiscono con un tratto di penna, vanno accompagnate da una adeguata informazione e da provvedimenti viabilistici adeguati, come restringimenti di carreggiata, interventi per limitare i rettilinei e tutto l’armamentario ben noto delle misure di moderazione del traffico. La velocità del traffico non si abbassa per decreto ma attuando provvedimenti adeguati e facendo spazio alle forme di mobilità sostenibili».

«Invece, in questa fase di emergenza post coronavirus, con il trasporto pubblico ridotto al lumicino a causa delle misure di distanziamento sociale, l’amministrazione non ha fatto nulla di concreto per promuovere ciclabilità e pedonalità – continua la nota -. Al momento non è stata annunciata nessuna applicazione dei nuovi strumenti a sostegno della mobilità sostenibile contenuti nel Decreto Rilancio, a partire dalla “corsia ciclabile” che può essere realizzata su qualunque strada praticamente a costo zero».

«Chiediamo dunque che venga finalmente convocata la commissione consiliare sul Piano per la Mobilità di Emergenza, su cui insistiamo da un mese, al fine di aggiornare i contenuti del Piano, finora decisi in solitudine da Zanotto e Segala, con i nuovi strumenti previsti dal Decreto Rilancio. Bici, pedoni e monopattini devono essere messi nelle condizioni di muoversi in sicurezza non solo all’interno del centro storico, ma anche e soprattutto all’interno dei quartieri. Chiediamo di sbloccare le poche nuove ciclabili che sono in cantiere da ormai un decennio (ad esempio la San Zeno-Saval). Chiediamo che la nuova ciclabile tra Porta Palio e Castelvecchio, i cui lavori, stando agli annunci, sarebbero in fase di avvio, non resti un’isola nel deserto ma sia strumento per assicurare anche ai residenti dello Stadio un collegamento ciclabile sicuro e diretto con il centro storico risolvendo una volta per tutte le criticità che ancora ci sono a monte», concludono.

La risposta di Sboarina: «In ventuno giorni sono state sei le multe emesse dalla Polizia locale per eccesso di velocità da quando è stato istituito il nuovo limite 30 km all’ora in alcune zone della città. E’ ridicolo pensare che si voglia fare cassa con sei multe in ventuno giorni. Il nuovo limite di velocità non ha ha nulla a che fare con i normali controlli sulla circolazione che avvengono su tutto il territorio comunale e sono programmati dal Comando con largo anticipo. Che poi il sindaco disponga le vie in cui effettuare i controlli, è un’altra colossale baggianata di chi ha buon tempo. Io, in epoca di Coronavirus, di sicuro non ne ho. L’introduzione della nuova limitazione rappresenta sicuramente una novità a cui i cittadini devono abituarsi, perciò ho chiesto ai nostri agenti, che sono sempre presenti sul territorio, di sensibilizzare e informare i cittadini. Il nuovo provvedimento è in vigore proprio per agevolare gli automobilisti non certo per fare le multe. E’ stato pensato, in tutte le città di dimensioni come la nostra, per agevolare in sicurezza l’utilizzo di mezzi alternativi all’auto privata. Spostamenti in bicicletta e monopattino aiutano a decongestionare la viabilità, che con la ripresa dopo il lockdown ha mostrato subito flussi importanti. Fluidificare il traffico, significa evitare che tutti siano bloccati in coda».

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