Riunione governo Figc per i campionati: Hellas in campo il 13?

Un altro passo verso la riapertura, ma i nodi da sciogliere restano molti. Gravina: «Alcuni non vogliono giocare per non pagare stipendi»

Calcio e governo si riuniranno oggi in videocall alle 18.30 per dare il via libera al campionato di calcio, dopo settimane di allenamenti individuali e qualche giorno di sedute collettive. Il Comitato Tecnico scientifico esaminerà il protocollo sanitario per la ripresa delle partite che riprende in pieno ciò che è stato stabilito per gli allenamenti. La data giusta potrebbe essere quella del 20 giugno anche se la Lega preme per anticipare al 13 i quattro recuperi di campionato: Atalanta-Sassuolo, Hellas Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino Parma e poi con tutte le 20 squadre di A nelle stesse condizioni, cioè con lo stesso numero di incontri disputati. Quanto agli orari se prima delle 17 per i calciatori non si può giocare, ecco allora la proposta del primo slot orario delle 17.15. Si spostano in avanti anche le altre due fasce: start fissati per le 19.30 e addirittura per le 21.45. Soluzioni su cui il sindacato dei calciatori riaprirà la discussione. Una terza soluzione, altrettanto probabile, è ricominciare con le semifinali di Coppa Italia: Napoli-Inter e Juve-Milan, partite che coinvolgerebbero un’ampia parte di spettatori dal momento che si tratta di avvenimenti in chiaro, circostanza che non dispiacerebbe al ministro Spadafora.

Del ritorno in campo ha parlato anche il presidente federale Gabriele Gravina: «Solo l’immediato ritorno in campo consentirà al calcio italiano di attutire il crollo dei ricavi sul breve periodo stimabili altrimenti in oltre 700 milioni, più di 500 generati dal blocco imposto dal Covid-19 – ha detto in un intervento sulla piattaforma web dell’osservatorio “Riparte l’Italia” – Occorre difendere 100 mila lavoratori, un milione e mezzo di tesserati e 4,7 miliardi di fatturato».

«La nostra esigenza di ripartenza è consacrata all’interno del nostro dna: ci chiamiamo Federazione Italiana Giuoco Calcio. Per me è stata una parentesi di grande tristezza, e lo farò presente, constatare che nel mondo del calcio alcuni facciano di tutto per non giocare, convinti che così non pagherebbero alcune mensilità ai propri tesserati – ha proseguito Gravina – È un gioco perverso quello di una società che non vuole giocare per limitare i danni. Tutto questo mi ha convinto a portare avanti questa battaglia. So quanti italiani pensano che non si debba giocare: capisco che sarà triste vedere le partite a porte chiuse, ma se riparte l’economia del nostro Paese non può non ripartire una delle sue industrie più importanti»,

«In questi ultimi due-tre mesi ho vissuto tantissimi momenti di grande esaltazione, anche se sempre accompagnata da un’attenta e responsabile prudenza. Io ho sempre sostenuto che la mia determinazione era dettata dal far capire cosa rappresenta il mondo del calcio nel panorama dello sport e soprattutto dell’economia italiana. C’è la dimensione economica, ma ce ne sono tante altre: parliamo di uno straordinario fattore sociale, non solo economico. Genera entusiasmo, moltiplica tanta passione verso il mondo dello sport e dell’economia  – spiega il presidente della Federcalcio – Ci troviamo in un momento particolarmente delicato della nostra vita: la diffusione epidemiologica da Covid-19 ha stravolto le viste di ciascuno di noi, ha cambiato le nostre abitudini e messo in discussione qualunque tipo di relazione interpersonale, ma tutto questo non ha mai spezzato il filo d’amore che lega il calcio al nostro Paese, all’Italia. Anche quando tutti erano fermi e soffrivano, il calcio ha voluto mostrare il proprio lato positivo, a differenza di quella demonizzazione a cui è stato sottoposto, anche con iniziative straordinarie come mettere a disposizione il nostro centro tecnico di Coverciano. È una casa che ha ospitato 48 pazienti positivi».

Battaglia con le televisioni: se Dazn e Img hanno prospettato pagamenti dilazionati nel tempo (Lega e società valuteranno), in Sky ha prevalso la corrente più agguerrita: dopo anni di collaborazione con la Serie A, in pochi mesi si è arrivati a uno scontro feroce.

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