Covid nelle Rsa: sì unanime alla commissione di inchiesta

La proposta di Ruzzante (Leu/Veneto 2020) è stata votata dall’intero arco consiliare. Finco (Lega): «Fare chiarezza senza accusare nessuno»

Il Consiglio Regionale del Veneto, riunito a palazzo Ferro Fini, dopo aver licenziato la modifica alla Legge Elettorale, ha votato all’unanimità la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 118 che istituisce una commissione speciale d’Inchiesta sulla gestione delle RSA – Residenze Sanitarie Assistenziali dedicate ad anziani non autosufficienti – e delle case di riposo in relazione all’elevato numero di morti cagionato dalla pandemia Coronavirus. Sono stati votati anche due Ordini del Giorno presentati. La proposta era già stata licenziata in modo unanime dalla Prima commissione consiliare permanente.

Il Relatore e primo firmatario del provvedimento, Piero Ruzzante (LeU/Veneto 2020) ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a proporre la PDA n. 118.: «Chiarisco subito che questo provvedimento non vuole essere un atto d’accusa contro nessuno: desideriamo solo interrogarci su quanto successo nelle RSA e nelle case di riposo, che hanno registrato 1/3 dei morti complessivi da Covid, affinché un contagio di siffatte proporzioni non abbia più a ripetersi” – ha esordito il Relatore – Abbiamo però due limiti: non possiamo interferire con il lavoro della Magistratura e il tempo a disposizione è ristretto, fino alla fine della Legislatura. Ad ogni modo, una istituzione democratica che funzioni bene deve approfondire i motivi che hanno innescato e reso possibile un contagio così grave. La commissione lavorerà due mesi, rinnovabili, e sarà composta da undici consiglieri, di cui cinque di minoranza. Tuttavia, come è prassi istituzionale, la Presidenza verrà riservata all’opposizione. Ringrazio i tanti colleghi che hanno sottoscritto la mia proposta, condividendone appieno lo spirito da cui è stata mossa», ha concluso Piero Ruzzante.

Il Capogruppo Dem, Stefano Fracasso, ha appoggiato l’istituzione della commissione speciale di Inchiesta «per ricostruire le varie misure assunte da tutti gli attori in campo (Regione, Aziende e operatori sanitari, Governo), con il solo scopo di analizzare quanto accaduto e porre eventualmente in essere i necessari correttivi».

Il Capogruppo della Lega Nicola Finco ha condiviso le finalità del provvedimento: «Fare chiarezza senza accusare nessuno”. «Le commissioni speciali di Inchiesta istituite in questi ultimi anni hanno dato buoni risultati – ha ricordato Finco – Questa commissione, in particolare, ci permetterà di fare luce sulla vicenda, per correggere gli eventuali errori commessi e per accordare la giusta attenzione ai nostri anziani, che rappresentano la parte più fragile della popolazione». «Abbiamo presentato due Ordini del Giorno per avviare una collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e per programmare una serie di audizioni, con l’Assessore regionale competente e le Istituzioni attive nei territori», ha concluso Nicola Finco.

Pieno appoggio all’istituzione di una commissione speciale di Inchiesta anche da parte di Erika Baldin (M5S), per la quale «i dati ISTAT attestano l’elevato numero di morti nelle strutture per anziani”. Per la consigliera Pentastellata “tra gli auditi va inserito anche il professor Crisanti».

Orietta Salemi (Civica per il Veneto) ha evidenziato «la necessità di conoscere e di approfondire, ma se non ci saranno i tempi tecnici per poter concludere i lavori, la competenza dovrebbe essere trasferita alla commissione consiliare Sanità».

Andrea Zanoni (PD) ha osservato come «sia doveroso chiarire i motivi che hanno provocato tantissimi morti: lo dobbiamo innanzitutto ai parenti che hanno sofferto in questi mesi, anche perché risulta ormai chiaro che laddove sono stati rispettati i protocolli prescritti si è riuscito a contenere il numero delle vittime. La commissione di Inchiesta sarà fondamentale anche nell’ottica di prevenzione».

Patrizia Bartelle (IIC/Veneto 2020) ha ricordato di essere stata tra i primi firmatari della proposta di istituire una commissione di Inchiesta che servirà a «ricalibrare le linee guida in materia igienico – sanitaria alla luce dell’esperienza maturata durante l’emergenza Covid».

Stefano Valdegamberti (Tzimbar Earde) ha denunciato «gli errori commessi da Governo, Consip e Protezione Civile Nazionale, che hanno determinato la carenza di sufficienti dispositivi di protezione individuale richiesti e mai arrivati nelle case di riposo: dobbiamo stare attenti ad addossare le colpe a chi opera ‘a valle’, senza considerare che i danni hanno magari origine ‘a monte’”.

È intervenuto l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin per sottolineare come «è giusto che la commissione di Inchiesta cerchi di approfondire gli accadimenti ed evidenziare eventuali errori commessi, allo scopo di prevenire in futuro il ripetersi degli stessi. È quindi corretto analizzare i dati e audire le persone interessate professionalmente, per poter scrivere una nuova programmazione nei prossimi anni alla luce delle esperienze e dei tanti insegnamenti maturati. Ma è altrettanto opportuno non fare polemiche strumentali e usare delicatezza nell’affrontare una vicenda drammatica che ha provocato tante sofferenze e lutti; è altresì doveroso assumere un atteggiamento prudente, visto che non siamo ancora usciti dall’emergenza».