Zaia: «In Veneto contagio al minimo, si sta tornando alla normalità»

Il governatore nel punto stampa di oggi, 28 maggio: «Anche gli ospedali vanno verso la normalizzazione, stanno andando tutti più o meno a regime.

Il presidente del Veneto Luca Zaia, nella conferenza stampa di oggi 28 maggio, ha illustrato il bollettino.

Situazione di tenuta

«Da 20 giorni che non becchiamo un positivo tra il personale dell’ospedale e rsa. Tutto fa sperare in una situazione di tenuta. Sono passati 10 giorni da quel 18 maggio ma attendiamo il 15 giugno. Ad oggi non abbiamo avuto carico nelle terapie intensive, neppure nei ricoveri, e nemmeno esplosioni nei contagiati. I presupposti ci sono tutti».

Tamponi e piano sanità pubblica

«Stamattina lunga riunione con i direttori generali, abbiamo parlato della partita dei tamponi, confermando di andare avanti con il piano di sanità pubblica fino al 15 giugno. Il poll dei 10 tamponi, stiamo pensando di portarlo a 30. Stiamo mettendo in fila tutti i 14 laboratori del Veneto e vogliamo creare una grande leva qualora ci fosse necessità di fare tanti tamponi. Ad oggi ci vogliono più 1000 provette per trovarne una di contagiata».

Ospedali: verso la normalizzazione

«Riaperture verso la normalizzazione. Gli ospedali stanno andando più o meno tutti a regime. Abbiamo aperto i punti nascita che avevamo chiuso, anche l’ambulatoriale sta tornando alla normalità. Problemi al punto nascita di Asiago e con qualche call center ma stiamo risolvendo. Abbiamo organizzato bene gli ingressi e investiamo molto sulla prenotazione delle visite. Ogni nuovo degente viene tamponato. Ci saranno percorsi separati, adegueremo le strutture».

Cassa integrazione

Ho parlato ieri con Pone, direttore dell’Inps Veneto e siamo i numero uno a livello nazionale: pagato l’84% delle casse integrazione. Per i marittimi, non dipende dall’Inps regionale, si è attivata quella nazionale e spero che si possa sbloccare anche questa partita».

Aperture comunitarie

«Spero in aperture comunitarie. La Svizzera apre a tutti dal 6 giugno, tranne l’Italia. Il tema esteri è fondamentale qui».

Ospedale Qatar

«In via prudenziale (ci vuole 2 settimane a montarlo) lo teniamo lì fino al passaggio dell’eventuale seconda ondata. In questo momento è un tendone vuoto e non ce ne facciamo niente. Il dono era chiavi in mano. Devono ancora arrivare posti letto e attrezzature. Ci vogliono 40 o 50 container per immagazzinarlo tutto».

Elezioni

«Questa notte è stata fatta una conferenza urgente con alcuni presidenti di regione con il ministro Lamorgese per dire che noi non possiamo accettare che si dica che c’è stato un accordo con le regioni. Noi abbiamo una richiesta che continuiamo a mantenere e cioè farlo quanto prima. Pensiamo che si possa andare a votare assolutamente a fine luglio. Ci sono tutti i presupposti per farlo bene. C’è stata tensione perchè si mette in discussione la leale collaborazione. Abbiamo scritto al presidente Mattarella che è a conoscenza della vicenda. La tensione è alta e si è considerato anche di far saltare il tavolo Stato-Regioni. Restiamo in fiduciosa attesa. La palla è in due mani: il Parlamento o il governo».

Recovery Fund

«Non ho capito come funziona e i vincoli. Non ne so nulla. Da mesi si sente parlare di interventi ma io nei conti della regione non ho ancora visto nulla».

Turismo

«Albergatori preoccupati delle disdette degli austriaci. Kurtz ha fatto passare l’idea che se vengono in Italia poi quando tornano a casa devono far la quarantena. Io comunque resto fiducioso, i turisti torneranno ma bisogna aprire le frontiere e garantire la mobilità».

Centri estivi

«Noi vogliamo aprire già il primo, si sta muovendo qualcosa a Roma. Resto fiducioso. Voi avete capito che in questo Paese il sabato sera o la domenica può accadere di tutto. Abbiamo tanti che ci dicono siamo pronti ad aprire».