Calcio amarcord, 29 maggio 1997: il Vicenza vince la Coppa Italia

La squadra di Guidolin batte il Napoli 3 a 0 al Menti. Il ricordo dei goleador Maini, Rossi e Iannuzzi

29 maggio 1997: il Vicenza di Guidolin batte il Napoli al Menti in un tripudio di bandiere biancorosse e conquista la Coppa Italia. Per la città e i tifosi una data memorabile. Una serata di emozioni indimenticabili. Il 3 a 0 (gol di Maini, Rossi e Iannuzzi) che ha ribaltato la sconfitta per 1 a 0 a Napoli nella gara d’andata (rete di Pecchia), ha regalato alla squadra e alla società il trofeo più importante conquistato nella storia. E ancora oggi, a 23 anni da quella magica serata allo stadio Menti, chi era in campo racconta le emozioni con un brivido. E chi era sugli spalti tiene quelle emozioni nel cuore. In campo in quel Vicenza c’era Mimmo Di Carlo, oggi allenatore del Vicenza capolista del girone B di Lega Pro (in attesa di conoscere il proprio destino). Ad alzare la Coppa Italia al cielo le mani del capitano Gianni Lopez.

«La festa di una città e di una provincia»

Maurizio Rossi, oggi allenatore della Primavera del Cittadella, autore del gol del 2 a 0, lo ricorda così. “Mancavano circa tre minuti alla fine dei supplementari – racconta Rossi – Beghetto è stato bravo a calciare la punizione, sulla ribattuta del portiere ci sono arrivato. Erano i miei gol, di rapina, mi dicevano, alla Pablito. Del resto mi chiamo Rossi anch’io. Poi è esplosa la gioia. Mia e di tutto lo stadio. Il Napoli, in dieci, ormai aspettava solo di arrivare ai calci di rigore. Che soddisfazione. E’ stata la festa di una città e di una provincia. A 23 anni da allora siamo ancora qui a parlarne”. Per l’ex centrocampista del Vicenza Jimmy Maini un ricordo indelebile in una settimana speciale: per lui dopo la Coppa Italia arrivarono la convocazione in nazionale e il trasferimento al Milan. “E’ la data calcistica più importante della mia e della storia del Vicenza – dice – il picco più alto. Quella sera eravamo convinti di potercela fare, dovevamo solo andarci a prendere la coppa. Il mio gol è stato fondamentale per pareggiare il conto con l’andata. Da lì è stato tutto in discesa, ho sfruttato la punizione di Iannuzzi, col suo piedino fatato, e le mie capacità acrobatiche di testa e poi sono stato rapido nella ribattuta. Era una cosa studiata in allenamento. Ancora oggi un brivido grande, una forte emozione“. Una serata da incorniciare anche per Alessandro Iannuzzi, oggi allenatore nelle giovanili della Lazio, autore del terzo gol: allora 21enne, entrò a sostituire Ambrosetti infortunato dopo 15 minuti di gara. “Il mio gol al 120′, ultimo minuto dei supplementari, è stata una liberazione. Mi vengono ancora i brividi a parlarne – racconta Iannuzzi – un’emozione difficile da raccontare che farà sempre parte di me e del popolo vicentino. Ricordo il momento in cui Guidolin mi chiamò dalla panchina per farmi entrare e poco dopo, su calcio di punizione, ho fatto l’assist per il gol di Maini. Che soddisfazione”.

(foto pagina fb ufficiale L.R. VICENZA)

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