Aperture tra Regioni, esperti nel caos: c’è chi dà il via libera e chi frena

Per Ricciardi «è troppo presto». Mentre per l’infettivologo di Verona Bisoffi «osservando le norme andrà tutto bene. Andiamo serenamente in vacanza, riprendiamo i viaggi, prendiamoci un aperitivo senza mascherina in allegria»

In molti stanno attendendo il prossimo step della Fase 2 ovvero l’apertura tra Regioni. Ma la questione genera caos tra gli esperti che spesso e volentieri si ritrovano ad esprimere pareri e consigli completamente discordanti. Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute, in un’intervista a Repubblica ha fatto intendere che è prematuro andare verso la riapertura: «I numeri non sono attendibili e la politica può prendere decisioni se è certa dei dati». E fa l’esempio della Lombardia: «Hanno 20mila positivi a domicilio, senza contare gli asintomatici che non sanno di essere contagiati. Questi dati invitano alla massima prudenza, la Corea ha chiuso con 70 casi e la Cina 40».

Di tutt’altro parere Zeno Bisoffi, professore associato all’università di Verona, direttore del dipartimento Malattie infettive nell’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in un’intervista a La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino che dà il suo ok agli spostamenti tra regioni a patto che si resti inflessibili sulle norme di prevenzione contro i contagi Covid: «Il punto non sono tanto gli spostamenti, quanto i comportamenti. Vai in un’altra regione? Osserva le norme e tutto andrà bene. Lo dico anche per l’economia, io credo che ormai si possa andare serenamente in vacanza. Chiaramente non sarà lo stesso modo di andare in ferie dell’anno scorso». Ed ammette: «Ho un atteggiamento molto meno rigido rispetto alle indicazioni che ci sono state finora riguardo i trasferimenti da una regione all’altra. Del resto, il rischio che corro o faccio correre a un’altra persona, se dalla provincia di Verona mi sposto alla provincia di Trento, che è un’altra regione, sostanzialmente è identico a quello che corro o faccio correre se mi sposto a Vicenza o Padova, che sono all’interno della mia regione. Questi confini generalizzati mi hanno sempre destato qualche perplessità. Ora mi pare che andiamo verso il superamento di questo criterio, dopo il 2 giugno dovrebbero cadere i vincoli regionali e credo che questa sia sicuramente una buona cosa».

«Non è questione di essere fiduciosi o prudenti. Se siamo con amici, tutti distanti un metro, seduti ai tavolini di un bar all’aperto, che cosa c’è da temere? Prendiamoci un aperitivo, senza mascherine, in allegria. Anche i voli vanno incoraggiati. Certo io preferirei che ci fossero posti distanziati in aereo, perché sono ambienti chiusi, ci potrebbe essere un portatore asintomatico. Ma è anche vero che la carica virale in circolazione è inferiore, abbiamo contagi sporadici, attenuati. Occorre solo abituarsi al distanziamento e alle cautele in presenza di altri per impedire che il virus riprenda la trasmissione. Riprendiamo i viaggi, evitando mezzi affollati. Se tutti osservano le norme igieniche siamo a posto – è convinto l’infettivologo -. Andiamo incontro alla bella stagione, approfittiamone. Prima dicevo dei tavolini all’aperto, i clienti devono stare tranquilli. Dentro ai locali sono favorevole alla distanza di un metro. Stiamo arrivando al giusto compromesso», conclude.

(ph: imagoeconomica)