Virologo Palù: «No a lockdown tra regioni, siamo in default»

«Così come è stato giusto chiudere tutto, è giusto riaprire tutto. E’ vero che negli Stati Uniti il Connecticut, ad esempio, ha mantenuto la chiusura con il Massachusetts, ma quello è un governo federale e ognuno fa quello che
vuole. Qui se blocchiamo la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, le Regioni più ‘pericolose’ con la provincia di Trento, si dà vita a un lockdown parziale, che non ci possiamo permettere dal punto di vista economico: bisogna avere il coraggio di vedere che siamo un Paese alla deriva, siamo in default». Lo afferma in maniera netta Giorgio Palù, docente emerito all’Università di Padova, già presidente delle Società italiana ed europea di virologia.

«Occorre che si apra tutto – ribadisce uno dei consulenti del governatore Luca Zaia – ricordando però che chi va in
Lombardia o chi proviene dalla Lombardia, o dalle altre Regioni con più contagi, deve attuare strettamente le misure di prevenzione. Ma se diamo vita a un lockdown selettivo, non credo che il Paese sarebbe in grado di sopportarlo, sia politicamente che economicamente. E’ stato giusto chiudere tutto per mettere in sicurezza il centro-sud».

«Aspettiamo magari altri 3-4 giorni, esaminiamo i dati dei modelli matematici che ci sono e dicono che in Lombardia i contagi dovrebbero “spegnersi” attorno al 10 giugno – conclude Palù –  responsabilizziamo le Regioni più colpite avvertendole che devono essere in grado di bloccare qualsiasi focolaio sul nascere. Ma riapriamo alla mobilità interregionale».

(Fonte: Adnkronos)

Ph. GiorgioPalù.com