Il Mes per l’ospedale di Padova? Assurdo

I soldi c’erano, ma c’è chi tifa per uno strumento che non farebbe che indebitarci

A qualcuno piace Mes. Il fondo cosiddetto “salva-Stati”, che in realtà funziona come una banca che li fa indebitare, è stato chiamato in causa come fonte di finanziamento per il nuovo ospedale di Padova. Costo: 600 milioni di euro. Qualche anno fa dalla sanità regionale veneta si faceva presente 450 milioni erano messi a disposizione dall’Inail e gli altri 150 dalla stessa Regione, con un accantonamento. Ora c’è chi pensa al Mes, ma ammesso e non concesso che l’Italia vi ricorra, difficilmente i quattrini del fondo potrebbero essere utilizzati per l’edilizia ospedaliera. Fra l’altro, il 9 maggio scorso su Repubblica il governatore leghista Luca Zaia si era detto «contrario a utilizzare qualsiasi cifra che arrivi dall’Ue che preveda delle condizionalità. Il Mes le prevede e quindi non è strumento idoneo». E metteva in chiaro, se mai ci fossero dubbi, che «non sono decisioni delle Regioni».

Il punto è sempre uno: tutti gli strumenti gentilmente offerti dall’Unione Europea comportano aumento del debito. Compreso il tanto strombazzato Recovery Fund, ribattezzato Next Generation Eu, impantanato nei no di Olanda e Austria, con cifre ballerine, garantito dal bilancio Ue a cui dovremo versare 56 miliardi in cambio di 82. In pratica dovremo finanziarci da soli, per racimolare la miseria di 26 miliardi. La svolta potrebbe arrivare esclusivamente dalla Bce incrementando l’acquisto di titoli di Stato. Ma niente da fare. Se poi si prova anche solo a immaginare che uso farebbero dei soldi i nostri partiti, i partiti della spesa e delle abbuffate, viene il magone.

(ph: Imagoeconomica)