Zaia: «Da Conte mi aspettavo fuochi d’artificio, non libro dei sogni»

Il presidente del Veneto: «Ha chiesto scusa per i ritardi? Sì, ma il sistema continua a non essere pronto. Così moriremo di comitati e ipocrisia». E sulla fiscalità di vantaggio al Sud: «Non esistono figli e figliastri»

«Mi aspettavo qualche fuoco di artificio, qualche asso nella manica, insomma qualcosa di più. Il riassunto di quanto è stato fatto e il libro dei sogni sono poco da parte di un presidente del Consiglio in carica da due anni. Il Covid è una cosa degli ultimi quattro mesi. Un po’ di bilancio, suvvia». Il presidente del Veneto Luca Zaia intervistato dal Corriere della Sera commenta così le parole di ieri del premier Giuseppe Conte in conferenza stampa.

Stoccata anche sui ritardi che lo stesso Conte ha ammesso e sul fatto che l’apparato statuale non fosse pronto ad elargizioni di questa portata. Zaia replica: «Sì, ma il fatto è che continua a non essere pronto. Se il metodo è sempre quello moriremo di comitati, di autotutela, di non toccare questo e non toccare quello, di gemmazione di grandi riunioni e proliferazione delle task force. Moriremo di ipocrisia. Se non semplifichiamo davvero, sprofonderemo».

«Io non cerco la rissa e non faccio parte della categoria di quelli per cui un avversario politico è sempre uno che non capisce nulla – precisa il governatore veneto -. L’ipocrisia è di sistema, del perpetuo rinviare, del non semplificare. Io devo fare il nuovo policlinico universitario di Padova, un’opera da 600 milioni. Ma senza cambiamenti, non mi basteranno dieci anni per aprirlo. E il peggio è che nascerà vecchio. Ma io dico: abbiamo visto il ponte a Genova? Perché non si applica quel modello che ha funzionato?».

Infine sulla fiscalità di vantaggio dedicata al Sud annunciata da Conte afferma: «Non esiste che ci siano figli e figliastri. Per favore, scriva: io non ho nulla contro il Sud. Nulla. Il Sud ha bisogno di aiuto e non si discute: il garantire una crescita uniforme è un dovere. Non è affatto utile suscitare un conflitto Nord-Sud, ma occorre davvero riconoscere le prerogative e le specificità di tutti».

(ph: imagoeconomica)