Medicina turistica, a Caorle punto di primo intervento attivo 24 ore su 24

Dal 30 maggio la struttura in via Riva dei Bragozzi sarà operativa tutto il giorno, con un ulteriore potenziamento di mezzi e personale nel fine settimana

Azienda Ulss 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave, 5 giugno 2020 – “Dal 30 maggio il Punto di Primo Intervento di Caorle è passato all’assetto funzionale nelle 24 ore. Ritorniamo alla normalità, passiamo all’assetto estivo. Per i turisti che alloggiano in questa località, e avranno bisogno di assistenza medica, questo sarà un punto di riferimento. È un servizio di elevata qualità unito ad altre attività pianificate sempre in sintonia con le realtà territoriali: facciamo squadra come del resto sempre fatto in questi anni e dite ai vostri ospiti che qui saranno al sicuro: la rete dell’urgenza-emergenza è in grado di intervenire ovunque e per qualsiasi patologia”. Lo ha detto stamane il direttore generale dell’Ulss 4 Carlo Bramezza, alla presentazione dell’avvio del servizio di medicina turistica a Caorle.

Dal 30 maggio il punto di primo intervento in via Riva dei Bragozzi è attivo nelle 24 ore, con un ulteriore potenziamento di mezzi e personale nel fine settimana, e con personale amministrativo-interprete in grado di effettuare la mediazione linguistica in presenza di utenti stranieri. A fine giugno si aggiungerà l’attivazione del servizio di guardia medica e di ambulatori di medicina generale dedicati specificatamente ai turisti. Non sono trascurate inoltre una serie di attività apparentemente ‘invisibili’ ma fondamentali nel garantire le cure di patologie più gravi, e quindi di persone trasferite dal litorale agli ospedali dell’entroterra, come il potenziamento dei pronto soccorso, delle radiologie e delle sale gessi nei presidi ospedalieri di Portogruaro e San Donà di Piave.

Parallelamente continuerà la necessità di contenere la diffusione del Covid-19 nelle strutture sanitarie, per il quale la sede di Caorle è stata allineata alle altre sedi aziendali. Su questo ha posto l’accento il direttore del dipartimento di Area Critica dell’Ulss 4, Fabio Toffoletto: “Anche al PPI di  Caorle gli accessi sono filtrati e  separati, mediante il controllo della temperatura corporea, l’igienizzazione delle mani, il controllo dell’idonea copertura di naso e bocca, il mantenimento della distanza sociale. Qualora il personale rilevi sintomi di possibile contagio, la persona verrà separata dalle altre, verrà inviata in un percorso dedicato ed assistita in base alle proprie necessità”.

Alla presentazione hanno partecipato anche il neo direttore del Suem di Venezia, Paolo Rosi, e rappresentanti del comparto turistico: il presidente di Federalberghi Caorle, Loris Brugnerotto, e il rappresentante di Faita-Assocamping, Stefano Scrignoli. “Abbiamo bisogno di dare segnali di sicurezza ai turisti e questa è la strada giusta”, ha spiegato Brugnerotto. “Sono servizi da valorizzare e da divulgare ai nostri clienti, affinché sappiano che qui troveranno tutta l’assistenza medica di cui possano aver bisogno”, ha aggiunto Scrignoli.

Infine è intervenuto il sindaco di Caorle: “La stagione estiva quest’anno inizia a fine maggio per i motivi che tutti noi conosciamo – ha detto Luciano Striuli -. Sono convinto che potremo recuperare bene quanto perso sino ad ora, durante l’estate e a settembre. Strutture come il punto di primo intervento sono fondamentali nell’offerta turistica e per i residenti. Il tutto ben gestito da una azienda sanitaria con cui da anni abbiamo un’ottima collaborazione”.

Qualche numero sull’attività. Nel 2019 sono stati 3959 gli accessi registrati al PPI di Caorle, in leggero aumento rispetto l’anno precedente; di questi il 63,4% di nazionalità italiana e il 36,6% rappresentato da turisti comunitari ed extracomunitari.