Coronavirus: Ats Milano, ‘eccesso morti Rsa legato a fragilità, non a malati trasferiti’

Milano, 11 giu. (Adnkronos Salute) – “I dati ci confermano che questa epidemia ha colpito duramente la popolazione più fragile e quella che si trovava all’interno delle Rsa. Quasi la metà dell’eccesso di mortalità che si è verificato in questo periodo” fra gli over 70, “eccesso che è stato consistente, è avvenuto all’interno delle Rsa. La nostra analisi fornisce dati utili a capire quali cose hanno funzionato meglio e quali invece si possono correggere per evitare che questo eccesso di mortalità prosegua anche nel tempo”. A sottolinearlo è il direttore generale dell’Ats Città metropolitana di Milano, Walter Bergamaschi, oggi in occasione della presentazione dei dati relativi all’eccesso di mortalità registrato nelle Rsa del territorio di riferimento (che comprende anche Lodi). Per Bergamaschi non va puntato il dito contro la delibera dell’8 marzo che ha permesso ad alcune Rsa lombarde di accogliere pazienti Covid positivi.
“I dati – prosegue il Dg – sembrano dimostrare che questo eccesso di mortalità può essere legato alla fragilità della popolazione e non tanto alle strutture delle Rsa. Occorre uscire da un certo provincialismo secondo cui la logica è individuare nella delibera regionale in questione l’aumento della mortalità” registrato nelle case di riposo. “Noi vediamo che non ha prodotto l’ingresso del virus nelle strutture. Ci sono stati errori? Confrontarci con il resto mondo ci aiuta a capire. A febbraio non avevamo strumenti contro un’epidemia ignota, oggi è doveroso approfondire perché siamo in presenza di un’epidemia che non si è esaurita e che si può ripresentare. Occorre imparare la lezione. Possono esserci stati errori, ma non vogliamo fare una caccia al colpevole”.
“E’ un’epidemia – ragiona Bergamaschi – che colpisce in particolare i fragili e dobbiamo trovare il modo di tutelarli”. Ma riguardo alla contestata delibera, il Dg è drastico: “I malati positivi presi dagli ospedali e trasferiti in Rsa del territorio dell’Ats – informa – sono stati 28”, su un totale di circa 150 pazienti collocati in Rsa a livello regionale “e sono stati mandati in 3 strutture: 1 paziente a Cinisello Balsamo, 18 a Milano San Giuseppe e 9 a Codogno. In tutte queste Rsa, quando sono entrati questi pazienti, c’erano già diversi casi positivi confermati con tampone. Tanto è vero che le strutture avevano creato dei nuclei isolati per i loro pazienti positivi dove sono stati collocati anche quelli in arrivo dagli ospedali”.
“E’ dimostrato che l’ingresso esiguo di pazienti positivi nel mondo Rsa è avvenuto sempre quando dentro c’erano già molti casi. Non è banale che una delle tre Rsa che ha accolto era Codogno, in un’area dove c’erqano già casi e decessi all’interno”.

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