Coronavirus: Nursing Up, governo ci dia dati reali su contagi e decessi infermieri

Roma, 19 giu (Adnkronos Salute) – “Il momento è arrivato, non concediamo più proroghe o appelli. Questo Governo ci deve relazionare sui numeri effettivi dei colleghi infermieri deceduti durante il Covid-19 e deve soprattutto fornirci i dati reali dei contagiati suddivisi per categorie di attività. Abbiamo diritto di sapere”. Così Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up, che aggiunge: “In un Paese civile, una classe dirigente che si rispetti, ha il sacrosanto compito di andare fino in fondo. E se neanche il premier Conte e il ministro della Salute, clamorosamente, non fossero al corrente delle cifre, promuovano subito un’inchiesta interna per fare luce su quanto accaduto”.
“Già a marzo – ricorda De Palma – come sindacato, avevamo avuto il coraggio, e non ci risulta che lo abbiano fatto altri sindacati, di diffidare Conte, i ministri Speranza e Dadone e tutti i governatori delle Regioni: alla diffida avevamo aggiunto una costituzione di mora indirizzata proprio al presidente del Consiglio. Di fronte a quello che si registrava come un aumento costante e allarmante del numero di operatori sanitari contagiati, siamo subito intervenuti con una azione forte e significativa. Ad oggi, però nessuno si è fatto vivo con noi, nessuno ci ha guardato negli occhi per raccontarci la verità. I laconici comunicati dell’Inail o dell’Iss non ci bastano, non forniscono tutti i numeri che vogliamo conoscere, non rendono giustizia a tutto quello che gli infermieri hanno subito. Soprattutto non danno un senso ai colleghi che hanno perso la vita”.
“Non ci resta che provare a far luce da soli, e per questo abbiamo promosso una nostra inchiesta sindacale”, continua De Palma, riferendo che al 12 maggio risultano 40 infermieri morti, oltre 12 mila contagiati. “I deceduti ufficiali secondo fonti autorevoli – prosegue De Palma – non sarebbero nemmeno 40 bensì ad oggi 42. Tra cui non dimentichiamo i morti per suicidio, 4 e non 2, come si pensava. Ben 4 colleghi si sono tolti la vita perché non hanno retto allo stress, alla paura, forse alla sopravvenuta malattia”.
“Bisogna scavare a fondo anche nel ‘mondo ancora sommerso’ – prosegue – come quello degli infermieri e degli altri operatori sanitari che lavorano fuori dal contesto del Ssn, ma anche quelli che sono morti durante il periodo di emergenza per cause apparentemente diverse dal Covid-19 e che potrebbero non essere stati nemmeno sottoposti al tampone. E poi ci sono gli asintomatici, che pure infettati sono, e che rappresentano un altro micromondo quasi completamente nascosto: siete sicuri di averli tutti censiti? Quanti colleghi si sono ammalati e sono pure guariti proprio nei lunghi periodi durante i quali i tamponi non venivano effettuati? Cosa vogliamo fare di queste evidenze?”, chiede il leader sindacale. “Questo Governo – conclude – si metta una mano sul cuore, e racconti ai cittadini italiani i numeri reali di un conflitto contro un nemico invisibile che nessuno potrà mai dimenticare”.

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