‘Abituiamoci a test su larga fetta popolazione, è la via per riprendere in sicurezza’

Roma, 8 lug. (Adnkronos Salute) – “Per come la vedo io, i tamponi andrebbero fatti anche a chi arriva da aree extra Schengen non ad alto rischio. Andrebbe fatto il tampone quando si arriva e una quarantena di pochi giorni, 4-5 giorni, poi ripeti il tampone e se è negativo esci dalla quarantena. Questo perché l’Italia deve anche ripartire. Serve un modello e una testa diversa rispetto a quella che abbiam visto nei mesi scorsi. Dobbiamo convivere in sicurezza con il virus”. Lo ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ospite di ‘Radio24 Mattino-Le interviste’.
Sulla possibilità di una seconda ondata in autunno, Sileri risponde che “è possibile ma abbiamo imparato a difenderci, a stare più lontani e a contenere il virus. Quest’ultimo fa parte dei libri di medicina – osserva – Abbiamo una malattia in più che finirà quando ci sarà il vaccino e muterà in una forma più lieve o ci sarà l’immunità di gregge. Fino a quel momento in virus è fra noi, ma siamo in grado di contenerlo”.
Quanto al progetto di sottoporre a test sierologici il personale scolastico, docente e non solo, “non credo incontrerà difficoltà – osserva il viceministro – perché ci stiamo preparando. Come vedete l’utilizzo dei test sierologici e dei tamponi diventa sempre più ampio. Abituiamoci – conclude – all’idea di questi test su una larga fetta della popolazione, perché questa è la via per riprendere e dare la sicurezza”.

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