Fase 3: fatalisti o iperprotettivi, per medici famiglia italiani divisi a metà

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) – “Ci sono i pazienti ‘fatalisti’, che si ‘autogiustificano’ e si liberano dall’ansia del virus liberandosi anche degli obblighi di protezione, creando ulteriori rischi. E ci sono gli iperprotettivi, che non escono quasi più e che stanno diventando litigiosi, soprattutto se osservano comportamenti non prudenti da parte di altri. Gli italiani, rispetto agli obblighi della pandemia, si dividono esattamente a metà: molto ansiosi o superficiali”. A tracciare l’identikit è Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), che dall’osservatorio privilegiato del medico di famiglia – negli ambulatori del Paese passa un milione di persone al giorno – non vede mezze misure nel modo in cui i connazionali stanno affrontando questa fase dell’emergenza pandemica.
“Tra i più giovani – spiega Scotti all’Adnkronos Salute – sembra prevalere l’atteggiamento superficiale, mentre con l’avanzare dell’età aumenta l’atteggiamento protettivo”. Ma le eccezioni non mancano. “Da quanto possiamo osservare – riferisce il medico – c’è stato un impatto psicologico notevole del lockdown sugli adolescenti, bloccati a lungo nella loro socialità e ora frustrati nelle aspettative di vacanze, a cui diverse famiglie stanno rinunciando. E abbiamo osservato un aumento delle nevrosi e delle depressioni in questa fascia di età”. Sono aumentate le crisi di panico, “tipiche degli adolescenti, ma ora amplificate”, conclude Scotti.

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