Coronavirus: Cina a Usa, ‘hacker rubano segreti vaccino? Basta calunnie’

Pechino, 22 lug. (Adnkronos Salute) – Pechino accusa gli Stati Uniti di “diffamazione” dopo che due cinesi sono stati incriminati con l’accusa di aver cercato di rubare i segreti di compagnie di high tech e farmaceutiche, anche di quelle che stanno lavorando alla ricerca di cure e vaccini per il Covid-19. Gli Stati Uniti “devono smettere immediatamente di calunniare e diffamare la Cina”, ha detto il nuovo portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin durante il consueto briefing con la stampa. Il governo cinese, ha ribadito in un clima di scontro ormai a tutto campo, è “un sostenitore convinto della sicurezza informatica” e ha “contrastato attacchi informativi e reati informatici in tutte le forme”.
La reazione di Pechino arriva dopo che ieri il dipartimento di Giustizia ha reso note le incriminazioni contro i due ex studenti di informatica Li Xiaoyu e Dong Jiazhi, in cui il governo cinese viene accusato di essere lo sponsor delle attività dei due hacker che avrebbero anche preso di mira, dissidenti, esponenti religiosi ed attivisti dei diritti umani in Cina, Hong Kong e negli Usa.
I due, scrivono ancora i procuratori federali, operavano per loro profitto ma anche per ministero della sicurezza di stato cinese, e ricevevano aiuto da un funzionario dell”agenzia di intelligence civile. In questo modo i due recentemente “hanno cercato vulnerabilità nelle Reti di società di biotech ed altre che sono pubblicamente note per essere impegnate nella ricerca per cure e vaccini di Covid 19”.
I nomi di queste società non viene fatto ma si specifica che le loro sedi sono in diversi stati del Paese, California, Maryland, stato di Washington, Texas, Virginia e Massachusetts. Prese di mira anche società straniere, una britannica che lavora sull’intelligenza artificiale, un contractor di difesa spagnolo e una società di energia solare australiana.
“La Cina ora ha preso il suo posto, accanto a Russia, Iran e Nordcorea, in quel vergognoso club di nazioni che offrono rifugio a cyber criminali in cambio dei loro servizi a beneficio dello stato e alimentare, in questo caso, l’insaziabile fame del partito comunista cinese per le proprietà intellettuali, ottenute con duro lavoro da società americane”, ha dichiarato l’assistente attorney general per la National Security, John Demers.

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