Tumori: 10 atleti raccontano vittoria su cancro, in 30 anni +130% sopravvivenza

Roma, 24 lug (Adnkronos Salute) – Vincere il cancro si può. Lo confermano le storie di 10 atleti olimpici, a cui è stato diagnosticato un tumore e che sono stati in grado di affrontarlo e rialzarsi, raccontate nel libro promosso da Fondazione Insieme contro il cancro, dal titolo ‘Oltre le Olimpiadi’ (di Francesco Cognetti e Mauro Boldrini, Cairo editore). Storie a cui si affianca il racconto, a partire dalle Olimpiadi di Barcellona del 1992, dell’evoluzione della lotta ai tumori, quadriennio dopo quadriennio, grazie all’innovazione, che ha permesso non solo agli sportivi professionisti ma a tutti di combattere contro la malattia e sconfiggerla.
I progressi scientifici possono essere sintetizzati in alcuni dati: le persone vive colpite dal cancro, in Italia, erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, due milioni e 250mila nel 2006, 2 milioni e 800mila nel 2013, 3 milioni e 460mila nel 2019. L’incremento è stato del 130% in trent’anni. Il libro viaggia sul parallelismo fra la massima espressione sportiva mondiale, che accumuna l’intero pianeta e l’impegno quotidiano di clinici e ricercatori: dall’introduzione della chemioterapia nel trattamento del carcinoma della mammella, all’avvio dell’oncologia di precisione grazie alle terapie mirate, fino alla nuova era dell’immuno-oncologia e dei farmaci agnostici, efficaci in relazione a una mutazione genica indipendentemente dall’organo colpito.
“La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta, nel nostro Paese, dal 33% negli anni ’70 al 39% alla fine degli anni ’80 fino al 60% del periodo 2005-2009”, spiega Francesco Cognetti, presidente Fondazione Insieme contro il cancro e direttore dell’Oncologia medica all’Istituto Regina Elena di Roma. “Il tumore – continua – non è più un male incurabile. Il progresso della ricerca contro le neoplasie, negli ultimi decenni, è stato incredibile e si sta muovendo oggi con ancora maggiore celerità. Mezzo secolo fa, non sapevamo praticamente nulla della base molecolare dei tumori”.
Nel mondo le neoplasie sono in costante aumento, da 12,7 milioni di casi nel 2008 a 14,1 milioni nel 2012 fino a 18,1 milioni nel 2018. “Lo sport è vita, con cadute e risalite, proprio come la lotta contro il cancro”, afferma Giovanni Malagò, Presidente Coni, che firma la prefazione del libro. “Mi sono particolarmente emozionato nel leggere le storie di Daniele Lupo e Paolo Pizzo, due dei nostri grandi protagonisti ai Giochi di Rio de Janeiro del 2016, dove conquistarono entrambi la medaglia d’argento rispettivamente nel beach-volley e nella spada a squadre. Questi due ragazzi, come gli altri protagonisti del libro, sono atlete ed atleti dal grande coraggio, che si sono affidati a medici che li hanno saputi condurre verso la strada della guarigione. Per questo non smetterò mai di sottolineare l’importanza della pratica sportiva, basata su uno stile di vita sano, fattore fondamentale per la prevenzione”.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di praticare almeno centocinquanta minuti, cioè due ore e mezza di attività fisica moderata ogni settimana, come camminare o andare in bicicletta. L’American Cancer Society recentemente, ha aggiornato le linee guida per la prevenzione oncologica, raddoppiando il tempo da dedicare al movimento. Il documento esorta gli adulti a praticare tra i 150 e i 300 minuti di attività fisica di moderata intensità o tra i 75 e i 150 minuti di attività fisica intensa a settimana.
“In Italia – sottolinea Mauro Boldrini, direttore della comunicazione di Insieme contro il cancro – ogni anno 74.200 casi di tumore (il 20% del totale) potrebbero essere evitati grazie al movimento, con conseguenze importanti anche in termini di risparmi. Nonostante queste evidenze, sono ancora troppi i sedentari: nel nostro Paese il 35% della popolazione non pratica alcuna attività sportiva, il 31,5% è in sovrappeso e il 10,8% è obeso. Non solo. Questi numeri aumentano fra le persone colpite da tumore. Ben il 38% dei pazienti oncologici è completamente sedentario, nonostante siano dimostrati i benefici dell’attività fisica nella prevenzione delle recidive e, più in generale, nel controllo della malattia. I capitoli finali del nostro libro sono focalizzati proprio sulla prevenzione, con un approfondimento dedicato ai principali sport olimpici, che possono produrre benefici per la salute di tutti i cittadini, anche se non sportivi professionisti”.
La Fondazione ha siglato protocolli d’intesa ufficiali con il Coni e con diverse federazioni sportive (ad esempio, con la Federazione canottaggio, la Figc e con la Federazione pallacanestro), proprio per realizzare progetti di sensibilizzazione sul ruolo dello sport nella prevenzione delle neoplasie. In questo volume, che rappresenta la prosecuzione ideale di queste intese, scienza e sport uniscono le forze in un’alleanza strategica. Due mondi solo in apparenza distanti, ma che parlano la stessa lingua per raggiungere tutti i cittadini.

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