Coronavirus: esperti Oms, ‘serve approccio aggressivo contro focolai’

Ginevra, 27 lug. (Adnkronos Salute) – “A livello mondiale il quadro è complesso: in molti Paesi c’è una diffusa trasmissione interna, in altri il picco è passato e il virus appare sotto controllo. Ma in alcuni casi vediamo una recrudescenza, con il manifestarsi dei focolai. Ecco, se il virus trova l’opportunità di emergere lo fa, nelle industrie, in caso di grandi aggregazioni. Contro i focolai occorre un approccio aggressivo, in grado di interrompere rapidamente la catena di trasmissione”. A sottolinearlo è Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus, che in conferenza stampa a Ginevra ha risposto alle domande dei giornalisti sui Paesi, come l’Italia, che si trovano a fare i conti con focolai di Covid-19.
Paesi “come la Spagna, che pure ha ben controllato Covid-19 – interviene il capo delle emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, Mike Ryan – Aspettiamo alcune settimane per vedere come andrà, ma di certo l’approccio che abbina test e sorveglianza è in grado di contrastare la trasmissione. Il virus si muove se ne ha l’opportunità – aggiunge Ryan – e il passaggio dalle aree fortemente colpite alle altre preoccupa i governi. Il fatto è che non si possono sigillare per sempre i confini”.
Come riaprire, allora? “Bisogna farlo in modo tale – risponde Ryan – da ridurre al minimo i rischi, dunque con controlli in partenza, ma anche all’arrivo. E con il monitoraggio degli spostamenti. Dobbiamo mettere sotto pressione il virus per cambiare le cose”.
Il fatto è che il virus nel mondo non si muove alla stessa velocità. “Ecco perché non ci stanchiamo di ribadire l’importanza del distanziamento, dell’igiene delle mani, dell’uso delle mascherine quando serve e di stare a casa se si sta male”, conclude Van Kerkhove.

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