Coronavirus: studio italiano su plasma guariti, promettente in casi gravi

Roma, 27 lug. (Adnkronos Salute) – Si è molto dibattuto, in Italia, sui benefici del plasma dei guariti contro Covid-19. Ora il team di Fausto Baldanti (Irccs Policlinico San Matteo di Pavia), Raffaele Bruno (Irccs Policlinico San Matteo di Pavia), Giuseppe De Donno (ospedale Carlo Poma, Asst Mantova) e Massimo Franchini (Asst Mantova) hanno pubblicato i dati ottenuti tra Mantova e Pavia e relativi al trattamento con plasma iperimmune in 46 pazienti gravi con Covid-19 su ‘Haematologica’. “Il plasma iperimmune mostra benefici promettenti” nei pazienti con Covid-19, “da confermare in uno studio randomizzato controllato”, concludono gli autori, che segnalano comunque “effetti avversi gravi in 4 pazienti”.
“Abbiamo condotto uno studio interventistico multicentrico ‘proof of concept’ – precisano i medici di Mantova e Pavia – Sono stati arruolati pazienti con malattia di Covid-19 con sindrome da distress respiratorio acuto da moderata a grave, elevata proteina C-reattiva e necessità di ventilazione meccanica o Cpap”.
Sono state somministrate da una a tre unità da 250-300 ml di plasma iperimmune. L’outcome primario era la mortalità ospedaliera a 7 giorni. Fra gli esiti secondari, lo svezzamento da ventilazione meccanica e la sicurezza. Lo studio ha osservato 46 pazienti dal 25 marzo al 21 aprile scorso. In media avevano 63 anni, il 61% era maschio, 30 erano stati sottoposti a Cpap e 7 intubati.
In 36 pazienti (84%) erano presenti infiltrati bilaterali alla radiografia del torace. Ebbene, tre pazienti (6,5%) sono deceduti entro 7 giorni rispetto al 15% previsto dalle statistiche nazionali e al 30% di una piccola coorte simultanea di 23 pazienti.
Lo svezzamento da Cpap è stato ottenuto in 26 pazienti su 30 e 3 su 7 sono stati estubati. Cinque eventi avversi gravi si sono verificati in 4 pazienti (2 probabili, 2 possibili correlati al trattamento). In conclusione, “il plasma iperimmune in Covid-19 mostra benefici promettenti, da confermare in uno studio randomizzato controllato. Questa dimostrazione – concludono i ricercatori – potrebbe aprire a sviluppi futuri, tra cui la banca del plasma iperimmune, lo sviluppo di prodotti farmaceutici standardizzati e anticorpi monoclonali”.

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