Ambiente: Unicef, avvelenato da piombo un bambino su 3 nel mondo

Roma, 30 lug. (Adnkronos Salute) – L’avvelenamento da piombo sta colpendo una quantità massiccia e mai vista prima di bambini: circa 1 bambino su 3, quasi 800 milioni nel mondo, ha nel sangue livelli di piombo superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per il quale è necessario intervenire. Circa la metà di questi bambini vive in Asia Meridionale, ma succede anche in Italia: qui, 160.862 bambini e ragazzi (0-19 anni) hanno livelli medi di piombo nel sangue superiori ai 5 microgrammi per decilitro e 20.963 hanno livelli medi di piombo nel sangue superiori a 10 microgrammi per decilitro. La denuncia arriva da un nuovo rapporto lanciato oggi dall’Unicef e da Pure Earth, realizzato dall’Institute of Health Metrics Evaluation e verificato con uno studio approvato per la pubblicazione su ‘Environmental Health Perspectives’.
Con pochi sintomi iniziali, come spiega Henrietta Fore, direttore generale Unicef, il piombo silenziosamente distrugge la salute e lo sviluppo dei bambini, con conseguenze anche fatali. Lo studio mostra che il piombo è una neurotossina potente che causa danni irreparabili al cervello di un bambino. Particolarmente distruttivo per i bambini molto piccoli e fino ai 5 anni di età, danneggia il loro cervello prima che abbiano l’opportunità che si sviluppi completamente, causando disabilità neurologica, cognitiva e fisica.
Secondo il rapporto, l’esposizione dei bambini al piombo è stata correlata anche a problemi di salute mentale e comportamentali e a un incremento del crimine e della violenza. I bambini più grandi soffrono di conseguenze gravi, compreso un rischio più alto di danni ai reni e malattie cardiovascolari nel corso della vita. L’esposizione dei bambini al piombo è stata stimata costare nei Paesi a basso e medio reddito circa 1 trilione di dollari a causa della perdita economica potenziale di questi bambini nel corso della vita.
Ma qual è la fonte di questa terribile forma di inquinamento? Secondo il rapporto, il riciclaggio informale e non conforme agli standard di batterie al piombo acido è tra le principali nei Paesi a basso e medio reddito, dove dal 2000 si è verificato un incremento di tre volte superiore del numero di veicoli. E dove fino al 50% delle batterie a piombo acido vengono riciclate smaltite in modo non sicuro nell’economia informale. I lavoratori che effettuano operazioni di riciclaggio pericolose e spesso illegali rompono casse di batterie aperte, versano acido e polvere di piombo nel terreno e fondono il piombo recuperato in forni grezzi a cielo aperto che emettono fumi tossici che avvelenano la comunità circostante. Spesso i lavoratori e la comunità esposta non sono consapevoli che il piombo sia una potente neurotossina.
Non solo batterie. Altre fonti sono i tubi di piombo per l’acqua; l’industria estrattiva e le miniere; pigmenti e pitture a base di piombo; benzina al piombo (che ha avuto una riduzione considerevole negli ultimi decenni, ma è stata una delle principali fonti storiche di questo inquinamento); saldatura al piombo delle lattine di cibo; e poi piombo nelle spezie, nei cosmetici, nella medicina ayurvedica, nei giocattoli e in tanti altri prodotti di consumo.
Ma mentre i livelli di piombo nel sangue sono diminuiti drasticamente nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito, grazie all’eliminazione della benzina al piombo e della maggior parte delle vernici a base di piombo, la stessa cosa – denuncia ancora l’Unicef – non è accaduta nei Paesi a basso e medio reddito dove tali livelli sono rimasti elevati.

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