Ghiacciaio dei Forni, regresso frontale di 2 km negli ultimi 150 anni

Roma, 26 ago. (Adnkronos) – Una perdita di spessore di circa un metro l’anno e un ingente ritiro di 500 metri tra il 1925 e il 2020 (5 metri l’anno) caratterizzano il ghiacciaio della Sforzellina, mentre il ghiacciaio dei Forni, il secondo più grande in Italia per superficie, riporta un regresso frontale di 2 km negli ultimi 150 anni, passando dai 13,2 km di superficie del 1981 agli 11 km attuali. È il risultato del monitoraggio effettuato nella terza tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sui due ghiacciai Sforzellina e dei Forni, entrambi sul territorio lombardo.
La Carovana dei ghiacciai è la nuova campagna di Legambiente, realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) e con partner principale Sammontana e partner sostenitore Frosta, che dal 17 agosto al 4 settembre monitorerà lo stato di salute dei più importanti ghiacciai alpini per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sull’ambiente glaciale alpino.
“Anche il vastissimo ghiacciaio dei Forni si sta inesorabilmente riducendo – dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente – Insieme allo Sforzellina questi ghiacciai ci rammentano quanto abbiamo già osservato nel settore occidentale delle Alpi: una tendenza alla riduzione della massa glaciale in linea con la situazione del settore meridionale delle Alpi. La presenza di black carbon, di tracce di microplastiche e di vari inquinanti qui, come su tutti i ghiacciai del pianeta, è un altro lampante segnale dell’invadenza dell’impatto antropico sulla terra”.
“Il ghiacciaio dei Forni, grazie agli studi svolti dall’Università e dal Politecnico di Milano non solo ci racconta gli effetti del cambiamento climatico ma diventa anche testimone dell’impatto dell’uomo sulla qualità dell’ambiente. Con la campagna Carovana dei Ghiacciai – conclude Bonardo – vogliamo accendere i riflettori sugli effetti che l’emergenza climatica sta già avendo anche sul nostro Paese ribadendo l’urgenza di mettere in campo misure e politiche ambiziose sul clima per arrivare a emissioni nette pari a zero al 2040, in coerenza con l’Accordo di Parigi”.
“Da diversi anni gli operatori glaciologici registrano nei ghiacciai lombardi marcati ritiri delle fronti, con lievi inversioni di tendenza solo negli anni ’70 del secolo scorso – dichiara Marco Giardino, segretario Comitato Glaciologico Italiano – Anche l’analisi multitemporale delle immagini storiche mostra evidenti riduzioni areali e volumetriche. La visita dei ghiacciai di Sforzellina e Forni ha permesso di apprezzare chiaramente sia l’entità totale del regresso lineare delle fronti dalla Piccola età glaciale, sia l’accelerazione dei fenomeni di deglaciazione negli ultimi decenni: frammentazione degli apparati glaciali, comparsa di copertura detritica, proliferazione di crepacci e collassi di cavità di ghiaccio. Tutto ciò giustifica lo sforzo dei ricercatori del settore lombardo di approfondire con analisi quantitative di dettaglio lo studio delle relazioni fra clima e ambiente glaciale”.